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 Il Punto

17 Agosto, 2010
Essere antifascisti oggi ( di Gian Carlo Storti)
Per conquistare “ le nuove generazioni” ai valori dell’antifascismo non possiamo partire solo dal passato, ma dal presente.

Essere antifascisti oggi ( di Gian Carlo Storti)
Per conquistare “ le nuove generazioni” ai valori dell’antifascismo non possiamo partire solo dal passato, ma dal presente.
La vicenda della intitolazione di una strada ad Aldo Protti ha creato ,giustamente, contrarietà, tensioni,malumori ed imbarazzo in una parte della società civile e politica cremonese.
L’amico Kiro Fogliazza, Presidente dell’ANPI Cremonese, è stato ed è alla testa di questa protesta.
Nei mesi scorsi vi fu anche una polemica con i due giovani esponenti del PD Cremonese che non si opposero, nella commissione consiliare, alla intitolazione della via al baritono cremonese.
Sicuramente la scelta della Giunta Perri è dentro anche un percorso politico nostalgico.
Però lo stesso Sindaco Perri ha partecipato alle manifestazioni del Colle del Lys che ricorda, fra l’altro, il sacrificio di decine di giovani cremonesi nella lotta contro il nazi-fscismo ed all’ultimo viaggio della memoria.
Io non so e non mi interessa se Perri è od è diventato antifascista.
Quello che è positivo per la città e per la democrazia è che il Sindaco di Cremona abbia partecipato a quella manifestazione.
Nella scelta di intitolare la via ad Aldo Protti ha prevalso la valutazione del percorso e qualità artistiche del baritono cremonese ovvero di come si è caratterizzata la vita professionale.
Lo stesso Evelino Abeni, già segretario della Federazione del PCI Cremonese, né ha evidenziato le qualità artistiche in un lungo articolo sulla stampa locale.
Insomma il passato giovanile di Aldo Protti, componente della GNR, non ha pesato sulla scelta.
Sulla sua partecipazione alle retate contro gli antifascisti vi sono molti e pesanti indizi, ma non esiste , che io sappia, una sentenza della magistratura che provi questo.
Altra cosa è la condanna morale del personaggio e le ragioni di opportunità.
Forte è stata e deve essere la condanna morale di quel periodo tragico della storia italiana che ha spaccato l’Italia,che ha diviso famiglie, che ha visto migliaia di giovani morire. Ma alla fine hanno vinto la democrazia e la libertà.
I crimini nazisti e fascisti vanno sempre , anche nel futuro, stigmatizzati e fatti conoscere.
La lotta partigiana è stata essenziale per la nascita della nostra repubblica.
Da quelle battaglie è nata la costituzione oggi spesso messa in discussione nei suoi valori fondamentali.
Detto questo la scelta di intitolare una via a Protti ha un chiaro significato nostalgico che, partendo dal riconoscimento artistico, lancia segnali a quella parte della società di destra che ancora ha nostalgie delle ideologie del ventennio fascista.
La giunta Corada era riuscita ad evitare questo strappo con una parte della società. Questa nuova amministrazione ha dato invece un segnale contrario avendone la legittimità per poterlo decidere.
Io , per storia personale , sono da sempre antifascista. Questa fede me l’ha trasmessa la nonna Barbara che ha visto suo padre,socialista, morire a seguito di un pestaggio fascista negli anni venti del secolo scorso.
Mi chiedo quindi come possiamo essere oggi antifascisti.
Credo che non basti più evocare gli antichi eroici atti della lotta partigiana. La Lombardia, il Piemonte ,il nord hanno dato un grande contributo a questa lotta. Hanno forgiato diverse generazioni su questi valori. Ora però i figli ed i nipoti di quelle generazioni votano lega o votano a destra. Perché?

Mi è capitato di leggere un appello del Movimento di Giurisprudenza della Federico II di Napoli Onda Napoletana del marzo 2009 che , con tono forte, a reazione di alcuni fatti accaduti durante una manifestazione hanno scritto.
Il documento recita fra l’altro:
“Siamo antifascisti perché crediamo che il pluralismo sia un valore.
Siamo antifascisti perché crediamo nell’eguaglianza sociale.
Siamo antifascisti perché crediamo che la solidarietà sia l’unica forza.
Siamo antifascisti, come la nostra Repubblica. “
In queste parole va ritrovato il senso della nostra azione quotidiana.
Per conquistare “ le nuove generazioni” ai valori dell’antifascismo non possiamo partire dal passato, ma dal presente.
Le nuove generazioni stanno subendo una dura lezione di vita ….ma hanno i loro sogni ed anche loro sperano in un mondo migliore.
Ecco, come i pionieri dobbiamo avvicinarli rendendoli protagonisti del presente e sostenerli per la realizzazione dei lori sogni...
Rileggiamo la nostra costituzione mettendola al servizio della società dell’oggi.
Non possiamo , non dobbiamo essere “solo” nostalgici ma persone moderne che cercano di interpretare il presente e combattere contro tutte le ingiustizie dell’oggi.
Non è stato questo che hanno fatto i partigiani?
Ecco che allora l’aggettivo antifascista che diamo, giustamente, alla nostra Costituzione avrà un senso, sarà capito, sarà reinterpretato e valorizzato.
Solo così potremo seguire il consiglio di P. Calamandrei :
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”
Colgo infine questo momento per riconoscere a Kiro Fogliazza, alla sua generazione, di averci trasmesso molto di quell’aria di libertà e giustizia che li hanno animati in quel periodo. Anche la sua generazione ci avvicinò partendo dai nostri problemi di allora.
A loro va tutto l’affetto e la partecipazione alle loro battaglie.
Sono fiero,oggi,di trasmettere il testimone dell’antifascismo ad altri.
Oggi il contesto è diverso, gli ideali rimangono scolpiti nel marmo ma gli strumenti debbono essere nuovi ed interpretare le mille pieghe della società.
Non mi porrò il problema di non passare da quella strada né ci passerò appositamente.
Nel caso ciò avvenisse ricorderò a me stesso e a chi è con me che Aldo Protti è stato un grande baritono cremonese che in gioventù fu fascista e componente della GNR.
Se però con me avrò un giovane nipote sicuramente mi chiederà “ ma che vuol dire fascista ? “.
E per spiegarglielo partirò da nonna Barbara…Insomma non smarriamoci !!!

Gian Carlo Storti
storti@welfaeitalia.it

cr 16 agosto 2010


 


       



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