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 Storia Cremonese

01 Ottobre, 2006
Provincia di Cremona, breve storia- 2° parte- ric. n. 48
La Provincia di Ghisalberti

Provincia seconda parte :  la Presidenza di Giuseppe Ghisalberti.

DALLA DITTATURA FASCISTA ALLA DEMOCRAZIA: IL PERIODO DI TRANSAZIONE (1945-1951) 

Caduto definitivamente il regime fascista (25 aprile 1945), il Comitato di Liberazione Nazionale (al cui interno erano presenti i rappresentanti di tutti i partiti democratici che avevano animato la Liberazione) dichiara decadute tutte le cariche istituzionali in essere.

-         Il 25 aprile stesso il Cin dichiara decaduto dall’incarico di Commissario Prefettizio alla Deputazione Provinciale di Cremona il dottor Francesco Gambazzi, in carica fin dall’inizio del 1944. Analoga sorte tocca, ovviamente al suo vice, Saverio Villa. Il Cin nomina commissario straordinario il professor Alfredo Galletti, un cattedratico di forte formazione democratica.

-         Il 12 luglio 1945 cessa la gestione commissariale e si ricostituisce la Deputazione Provinciale (in pratica: la Giunta Provinciale) che risulta così composta: presidente il professor Alfredo Galletti, vice presidente l’avvocato Ennio Zelioli, membri effettivi: Orazio Curti, Ettore Freri, Umberto Gallini, Aristide Silla, Giuseppe Storti, Giovanni Vialli; membri supplenti Arturo Ferrari e Giovanni Sidoli.

-         L’8 marzo 1946, a seguito delle dimissioni di Galletti, viene formata una nuova Deputazione con l’avvocato Ennio Zelioli presidente ed Ettore Brugnelli vice presidente. Membri effettivi vengono nominati: Alfredo Bottoli, Arturo Ferrari, Angelo Formis, Umberto Gallini, Guido Grassi, Davide Susani; membri supplenti: Stefano Mancastroppa e Clemente Sinigaglia.

-         Il 15 marzo 1948 si dimette, per candidarsi al Senato, il presidente Zelioli e le sue funzioni vengono provvisoriamente assunte dal vice Ettore Brugnelli. Si procede al rimpasto anche all’interno della Deputazione che risulterà poi così composta: membri effettivi Alfredo Bottoli, Arturo Ferrari, Angelo Formis, Umberto Gallini, Guido Grassi, Daniele Menotti, Giovanni Vialli; membri supplenti: Stefano Mancastroppa e Giacomo Scorsetti.

-         Il 17 maggio 1948 viene nominato presidente l’avvocato Giuseppe Ghisalberti con la conferma di Brugnelli a vice presidente. Conferma che per i restanti membri con la sola accessione di Formis che viene sostituito da Tiberio Volontà. La Deputazione governerà fino alle elezioni del 1951.

LE PRIME ELEZIONI DEMOCRATICHE
NASCE IL CONSIGLIO DEI TRENTA

Il 27 maggio del 1951, sulla base della legge 8 marzo 1951 n. 122 e della legge 18 maggio 1951 n. 238, gli elettori sono chiamati alle urne per eleggere i primi 30 consiglieri provinciali che per 5 anni dovranno governare la nostra Provincia.

Secondo il meccanismo elettorale, 20 consiglieri vengono eletti direttamente nei rispettivi collegi mentre i restanti 10 vengono proclamanti eletti dall’Ufficio elettorale centrale sulla base dei quozienti elettorali conseguiti.

Questi i primi 30 consiglieri provinciali:

Gianfranco Amici, Cesare Banholzer Facchetti, Dante Bernamonti, Gian Giacomo Cavalca, Alessandro Cottarelli, Guido Crivelli, Enrico Fogliazza, Guido Frati, Giuseppe Ghisalberti, Carlo Ghisolfi, Rodrigo Malinverno, Giovanni Pagliari, Ottorino Rizzi, Pietro Savoia, Alessandro Scaglia, Tiberio Volontè, Renzo Zaffanella, Andrea Zamboni, Emilio Zanoni, Gaetano Canotti, Augusto Bernardi, Renzo Bodini, Pietro Borelli, Alfredo Camozzi, Giuseppe Castagnoli, Francesco Nolli, Italo Panzi, Francesco Pettinati, Carlo Ricca, Marino Rizzi.

Nel corso della tornata vengono i seguenti mutamenti nella compagine consigliare:

-         Ottorino Rizzi, eletto contemporaneamente al consiglio provinciale ed a quello comunale di Cremona ed eletto sindaco del capoluogo, opta per questa ultima carica e viene dichiarato decaduto dalla funzione di consigliere provinciale. Il collegio di Cremona 1, dove Rizzi era stato eletto, risulta vacante e quindi il 25 maggio 1952 vengono indette elezioni suppletive: risulta eletto Carlo Reggiani.

-         Pietro Borelli, eletto contemporaneamente nel consiglio provinciale e nel consiglio comunale di Soresina di cui viene eletto sindaco, decade dal ruolo di consigliere provinciale: gli subentra in Provincia Franco Donati.

-         Dante Bernamonti muore il 17 gennaio 1953. Il 6 dicembre dello stesso anno vengono indette elezioni suppletive nel collegio di Piadina (ove Bernamonti era stato eletto) e risulta eletto consigliere Franco Dolci.

La prima Giunta quadripartita di Ghisalberti

La Dc, partito di maggioranza, designa a presidente della Giunta Provinciale l’avvocato Giuseppe Ghisalberti con il mandato di formare una Giunta a quattro, ovvero Dc, Psdi, Pri, Pli.

Il Consiglio provinciale esprime il suo voto di fiducia ad una Giunta così composta:

Giuseppe Ghisalberti presidente, Guido Crivelli vicepresidente, Alfredo Camozzi, Gian Giacomo Cavalca, Alessandro Cottarelli, Francesco Pettinati, Alessandro Scaglia, Giuseppe Castagnoli, Andrea Zamboni assessori.

La ripartizione delle deleghe all’interno della Giunta subiscono numerose variazioni nel corso della tornata amministrativa.

ELEZIONI DEL 1956:

UNA MAGGIORANZA CENTRISTA

Il 27 maggio 1956, a distanza esatta di 5 anni dalla prima consultazione elettorale, gli elettori cremonesi tornano alle urne per eleggere i nuovi amministrazioni provinciali.

Questi i 30 eletti e le successive variazioni intervenute:

Giuseppe Antonioli, Gianfranco Amici, Mario Bardelli, Augusto Bernardi, Stefana Bernuzzi in Storti, Pietro Bonoldi, Eugenio Calvi, Alfredo Camozzi, Gian Giacomo Cavalca, Luigi Carnevali, Cesare Bergamaschi, Guido Crivelli, Franco Donati, Giuseppe Garoli, Giuseppe Ghisalberti, Giovanni Kumli, Domenico Invernizzi, Stefano Mancastroppa, Santina Mancini, Martino Manfredi, Modesto Gaetano Merzario, Amerigo Orioli, Italo Panzi, Carlo Ricca, Pietro Savoia, Alessandro Scaglia, Paolo Viviani, Renzo Zaffanella, Andrea Zamboni, Ennio Zanibelli.

Ghisalberti riconfermato presidente

La prima riunione del nuovo consiglio provinciale vede la riconferma a presidente dell’avvocato Giuseppe Ghisalberti che propone al consiglio la Giunta così composta: Guido Crivelli vice presidente, Alfredo Camozzi, Gian Giacomo Cavalca, Santina Mancini, Alessandro Scaglia, Andrea Zamboni, Eugenio Calvi e Pietro Bonoldi assessori.

Il 29 ottobre 1956 Pietro Bonoldi si dimette e viene eletto assessore Amerigo Orioli.

LE ELEZIONI DEL 6 NOVEMBRE 1960:

ARRIVA IL CENTRO SINISTRA 

Il 6 novembre 1960, quatto anni dopo le ultime elezioni, i cremonesi tornano alle urne per il rinnovo dei vari consigli comunali e del consiglio provinciale. Questi i 30 consiglieri proclamati eletti: Giuseppe Antonioli, Ideo Barbiani, Mario Bardelli, Augusto Bernardi, Stefana Bernuzzi in Storti, Alfredo Camozzi, Gianfranco Carnevali, Giuseppe Castagnoli, Guido Crivelli, Franco Donati, Walter Galantini, Giuseppe Gasoli, Vittorino Gazza, Giuseppe Ghisalberti, Bruno Gombi, Giovanni Kumli, Domenico Invernizzi, Santini Mancini, Martino Manfredi, Fiorenzo Maroli, Nicola Meazzi, Gaetano Sartirana, Pietro Savoia, Alessandro Scaglia, Francesco Taverna, Romeo Voltini, Renzo Zaffanella, Emilio Zanoni.

Alla prima riunione del nuovo consiglio, Domenico Invernizzi decade da consigliere essendo stato eletto sindaco di Pandino. Gli subentra Mario Miglioli.

Il 30 gennaio 1961 Giuseppe Antonioli si dimette e gli subentra Martire Agarossi. Si dimette Gianfranco Carnevali e nella seduta del 10 gennaio 1961 gli subentra Carlo Della Rosa.

Nel settembre del 1961 muore l’avvocato Guido Crivelli e il 25 settembre dello stesso anno viene surrogato da Gaetano Canotti.

Il 6 novembre 1961 il consiglio prende atto delle dimissioni di Emilio Zanoni e proclama eletto Giuseppe Grossi.

Il 6 agosto 1962 muore Alfredo Camozzi e il 3 dicembre dello stesso anno viene surrogato da Giuseppe Meroni.

Nel gennaio del 1962 si dimette Bruno Gombi ed il 12 febbraio dello stesso anno gli subentra Aleramo Capelli.

Il 18 marzo 1963 si dimette Fiorenzo Maroli e gli subentra Giuseppe Ventura.

Il 10 maggio 1963 si dimette Martire Agarossi: viene proclamato consigliere Luigi Ferrario.

La nuova Giunta provinciale

Ai primi di dicembre si riunisce il nuovo consiglio provinciale e la maggioranza riconferma presidente della Giunta l’avvocato Giuseppe Ghisalberti che propone all’approvazione del consiglio la Giunta così composta: Guido Crivelli vice presidente, Alfredo Camozzi, Giuseppe Castagnoli, Walter Galantini, Martino Manfredi, Alessandro Scaglia assessori effettivi, Santina Mancini e Pietro Savoia assessori supplenti.

Il 6 novembre 1961 muore Guido Crivelli e diventa assessore effettivo Pietro Savoia mentre il 18 dicembre Fiorenzo Maroli viene eletto assessore supplente e Alfredo Camozzi assume le funzioni di vice presidente.

Il 6 agosto 1962 muore Alfredo Camozzi e l’incarico di vice presidente passa a Walter Galantini.

Il 29 dicembre del 1962 si procede ad un rimpasto della Giunta che da quella data risulta così composta: Giuseppe Ghisalberti presidente, Walter Galantini vice presidente, Giuseppe Castagnoli, Gaetano Merzario, Pietro Savoia, Alessandro Scaglia, Renzo Zaffanella assessori effettivi, Augusto Bernardi e Martino Manfredi assessori supplenti.

Il 17 febbraio 1964 si dimette Gaetano Merzario: gli subentra in Giunta Franco Donati.

E’ la prima Giunta di centrosinistra con l’ingresso per la prima volta di esponenti dei Psi.

 

ELEZIONI 1964-1970:

QUARTA RICONFERMA DI GHISALBERTI CHE MUORE A GIUGNO 1970

La tornata amministrativa che inizia con le elezioni del 22 novembre 1964 e terminerà a maggio del 1970 è contrassegnata dalla riconferma, per la quarta volta, dell’avvocato Giuseppe Ghisalberti a presidente. Purtroppo a consiglio provinciale sciolto e a nuove elezioni già avvenute, il 7 giugno 1970 l’avvocato Ghisalberti muore, chiudendo così una vita dedicata alla pubblica amministrazione.

I risultati della consultazione del 22 novembre 1964 consentono la seguente attribuzione dei 30 seggi: Dc 14, Pci 7, Psi 6, Msi 1, Pli 1, Psiup 1.

Questi eletti di ciascuna formazione politica:

Democrazia Cristiana: Giacomo Cabrini, Angelo Ferri, Walter Galantini, Vittorino Gazza, Giuseppe Ghisalberti, Santina Mancini, Martino Manfredi, Fiorenzo Maroli, Nicola Meazzi, Renzo Ribecchi, Pier Giorgio Sangiovanni, Alessandro Scaglia, Romeo Voltini, Gaetano Canotti.

Partito Comunista: Mario Bardelli, Carlo Della Rosa, Franco Dolci, Giuseppe Gasoli, Giuseppe Merli, Francesco Taverna, Paolo Zanini.

Il 23 ottobre 1965 si dimette Bardelli e gli subentra Angelo Torresani. Il 10 giugno 1966 si dimette Della Rosa e gli subentra Giusepe Azzoni.

Partito Socialista: Emilio Bolzoni, Enrico Carera, Franco Donati, Carlo Ghisolfi, Giuseppe Grossi, Renzo Zaffanella.

Movimento Sociale: Luigi Ferrario.

Il 30 marzo 1968 Ferrario si dimette e gli subentra Adolfo Seidemari.

Partito Liberale: Giovanni Bettinelli.

Partito Socialista Unità Proletaria: Gaetano Merzario.

Assessori e deleghe in Giunta

Si ricostituisce una Giunta di centrosinistra con Dc e Psi, forte di una maggioranza di 20 consiglieri su 30. Questa la composizione e le deleghe rispettive:

-         Giuseppe Ghisalberti (Dc): presidente con deleghe anche agli affari generali ed al bilancio;

-         Carlo Ghisolfi (Psi): vice presidente con deleghe all’igiene e sanità, al personale ed all’economato;

-         Giacomo Cabrini (Dc): con delega alla pubblica istruzione;

-         Walter Galantini (Dc): con deleghe per l’industrializzazione, il contenzioso, le finanze ed il patrimonio;

-         Franco Donati (Psi): con deleghe ai problemi della gioventù;

-         Giuseppe Grossi (Psi): con deleghe alla programmazione ed al turismo;

-         Alessandro Scaglia (Dc): con deleghe per i lavori pubblici;

-         Fiorenzo Maroli (Dc): assessore supplente con delega alla caccia, pesca e fiumi;

-         Martino Manfredi (Dc): assessore supplente con delega all’assistenza sociale ed alla beneficenza.

 

Il 22 giugno 1966 Donati si dimette da assessore effettivo e viene eletto in sua vece Enrico Carera (Psi). Nella stessa data si dimette Maroli e gli subentra, come assessore supplente, Franco Donati.

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Giuseppe Ghisalberti

l’avvocato Presidente dal  17 maggio 1948 al  7 gennaio 1970.

Cenni  biografici

Ghisalberti Giuseppe, nasce a Lodi il 19 gennaio 1891. Si  laurea in giurisprudenza a Pavia, dove era stato alunno del Collegio Ghisleri.

Appena laureato, vinceva il concorso di Segretario Comunale a Castelleone ed è in tale Comune,  centro molto vivace di azione politica, sociale e religiosa , che l’Avv. Ghisalberti inizierà la sua milizia politica a fianco dell’On Miglioli, avendo modo di incontrare Cappi, Ferrari, unitamente ai quali doveva farsi sostenitore delle leghe bianche e del movimento contadino. Egli portava nella lotta politica, la passione del padre, che era stato il primo candidato socialista per le elezioni politiche nel collegio di Crema.

Ai primi segni del fascismo, fu tra i propugnatori di un accordo fra il partito popolare ed il partito socialista, ma l’esempio non venne seguito a livello nazionale, dove si pensava che la nuova forza politica sarebbe stata presto assorbita.

Durante il periodo fascista  e fino alla Liberazione, antifascista silente, lavora a Castelleone , da dove mantiene i contatti politici.

Dopo la liberazione , coopera alla fondazione della Democrazia Cristiana, alla quale diede tutto il suo impegno, la vivida intelligenza, l’esempio di un costume pubblico intemerato. Non volle  mai farsi candidato alle elezioni politiche, preferendo dare il suo contributo all’Amministrazione  al  locale.

Eletto a Presidente della Provincia sia dalla prima ricostruzione dei suoi organi democratici, ricoprì tale incarico fino al giorno della sua morte, il 7 gennaio 1970.

 

** materiale raccolto ed organizzato da Gian Carlo Storti, Cremona 1° ottobre 2006.

 


       



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