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 Storia Cremonese

01 Ottobre, 2006
Soresina – la via dell’industria tra filari di gelsi - ric.n. 46
I soresinesi amano vedere all’origine della propria denominazione una – per la verità piuttosto incerta – Sol Regina, raffigurandola persino nello stemma della citt

Soresina – la via dell’industria tra filari di gelsi

I soresinesi amano vedere all’origine della propria denominazione una – per la verità piuttosto incerta – Sol Regina, raffigurandola persino nello stemma della città. L’inizio della storia di un insediamento umano in quella zona si perde, come si usa dire, “nella notte dei tempi” e – perché no? – anche nella leggenda. Quella “leggendaria” figura femminile ben simboleggia dunque questo comune sorto dalle paludi del non meno leggendario “lago” Gerundo.

È forse durante la dominazione longobarda che si forma il primo centro più grande il quale poteva aver raccolto le popolazioni di insediamenti limitrofi e aver meglio organizzato lo sfruttamento agricolo delle terre “bonificate”. Conoscenze provenienti da documenti scritti si hanno soltanto dall’anno 1000, anno in cui viene menzionato Surrecina, dove il vescovo di Cremona Usberto acquista alcuni possedimenti.

Trovarsi “in mezzo” tra Crema e Cremona poteva comportare alcuni vantaggi. Soresina ne vide il lato peggiore quando all’inizio del secolo XI l’Imperatore Lotario II la fece distruggere: un modo “medioevale” per porre fine alla disputa fra Crema e Cremona per il possesso di Soresina. Un’altra “medioevale” distruzione avvenne nel 1207; questa volta Soresina si trovava “in mezzo” tra guelfi e ghibellini. Migliorava di poco la sua situazione trovandosi (1403) con il cremonese Cabrino Fondulo suo signore ma nelle mire dei “milanesi” Visconti e Sforza.

Il borgo fu “ricompensato” dalla storia con secoli di infeudazione a famiglie che curavano le sorti dei propri possedimenti restando sul luogo. Per nominarne alcuni fra i più noti: gli Stanga, gli Affaitati e per ultimi, all’inizio del secolo XVIII, i Barbò. Con i marchesi Barbò per la città – che, per onor di cronaca, il titolo di città lo avrà solo nel 1962 – inizia quello sviluppo economico, basato principalmente sull’agricoltura ma senza tralasciare produzioni manifatturiere e il commercio, che vedrà il suo apice nella seconda metà del XIX secolo e i suoi fautori nei nuovi mercanti-imprenditori e negli “imprenditori d’agricoltura”, per usare l’espressione di Carlo Cattaneo, che alcuni “possidenti” seppero diventare. Saranno proprio questi imprenditori ad investire anche nelle attività industriali e spesso a patrocinare opere di pubblica utilità e a dare sostegno alla realizzazione di opere pubbliche. Soresina, nella seconda metà dell’800 è direttamente legata alla politica nazionale attraverso Francesco Genala (1843-1893), nato ed eletto lì deputato nel 1874, confermato per 7 legislature, ministro dei Lavori pubblici dal 1883 al 1887. Sarà anche presidente della locale Società di Mutuo Soccorso (1863).

 
Grandi sono i cambiamenti infrastrutturali e urbani di quei decenni. Nel 1863 apre la linea ferroviaria Cremona–Treviglio, passando per Soresina. Si costruisce il nuovo cimitero, la Torre campanaria della chiesa di S. Siro (opere di Luigi Voghera), il Teatro Sociale, si amplia l’ospedale di Santa Croce (in seguito Robbiani), vengono ammodernati gli edifici pubblici (carcere compreso) come le facciate delle abitazioni private. Il benessere che permetteva tutto questo era in parte legato alla vendita dei prodotti agricoli, al commercio in generale, alle imprese manifatturiere come quelle per la lavorazione delle pietre dure per orologi e apparecchi di precisione, una parte sostanziale era però dovuto ai successi dell’industria serica.

La trasformazione dei bozzoli non nasce certo nell’800 – la gelsibachicoltura nel cremonese è attestata sin dal ‘500 – ma con l’introduzione delle macchine a vapore ha il vero slancio della produzione industriale. Nella seconda metà dell’800 vi erano ancora filande attigue alle case padronali, testimoniando un certo carattere “aggiuntivo” della produzione dei filati rispetto alla consueta attività agraria (così era a Soresina la filanda Razzini); ma sorgevano anche veri edifici industriali come la filanda “Guerins e Fils”, fatta costruire (1887, ing. Giovanni Battista Ferrari) da questi imprenditori francesi dopo aver scelto proprio Soresina per la dislocazione di parte della loro attività.

Le filande davano poi espansione ad altri settori produttivi, innanzitutto ad officine che fabbricavano macchinari per la filatura; ne è l’esempio migliore l’officina dei fratelli Azzini, nata nel 1840, e dovutasi riconvertire dopo il tramonto dell’industria serica. A trasformarsi  sarà, di conseguenza, il tessuto sociale, con nuove figure e saperi nell’attività intermediaria-commerciale, bancaria, tecnica, di organizzazione aziendale. Le esperienze tecniche e imprenditoriali acquisite e i capitali accumulati nel settore della seta saranno talvolta all’origine di altre fortunate imprese, ed è il caso dell’ingegner Amilcare Robbiani, discendente di una famiglia di filandieri, e della Latteria Soresinese di cui egli fu anche presidente.

«Sorta nei primi mesi del 1900, nel pieno di una fase di disorientamento e di depressione del settore lattiero-caseario, la Latteria Soresinese lasciava trasparire sin dallo statuto un disegno che guardava lontano, certamente oltre la mera funzione difensiva dell’agricoltura cremonese allora minacciata in una delle sue produzioni di punta. Nel giro di pochi anni attorno alla cooperativa prese corpo una solida organizzazione produttiva, fondata su un’acquisizione sicura del latte grazie all’impegno trentennale che legava i fondi associati […]. Se durante questo suo percorso la grande Latteria cooperativa di Soresina si è rivelata come una delle manifestazioni più significative e dinamiche delle energie imprenditoriali del Cremonese, essa stessa non ha mancato di contribuire all’evoluzione di quell’agricoltura che ne costituiva il fondamento primo…» (Gianpiero Fumi: “Il primo mezzo secolo di vita della Latteria Soresinese”, in “Latteria Soresinese. 1900-2000 Storia di un’impresa”, a cura di Giorgio Bigatti, Ed. Amilcare Pizzi, 2000)

I “tumulti di Soresina”

Gli “instant book” non sono un’invenzione dei tempi recenti. Insieme alla diffusione su larga scala della carta stampata nascono anche le pubblicazioni che raccontano “a caldo” degli avvenimenti – fatti di cronaca nera o di politica – ai quali già i giornali avevano dato ampio risalto. Più che di libri veri e propri, alla fine dell’800 si tratta di fogli simili a quelli dei giornali ma piegati a formato “libro” e distribuiti anche separatamente dai giornali.

Le carte della Regia Procura (ora all’Archivio di Stato) conservano un “instant foglio” fatto stampare dall’edicola Lanzi Luigi in occasione del processo iniziato il 27 maggio 1898 per “i fatti di Soresina”, a carico di 14  “sobillatori”, accusati  di resistenza, oltraggio, ferimento e danneggiamento. Siamo in un periodo nel quale la miseria non si attenua, gli scioperi si susseguono (contro le multe, contro i regolamenti di fabbrica che le prevedevano, contro le paghe non sufficienti per la pura sopravvivenza né nell’agricoltura né nell’industria…), il movimento operaio si rafforza e lo Stato reagisce con durezza.

Il 3 maggio 1898 il prezzo del pane era salito a 51 centesimi: corrispondevano circa alla paga di 5 ore di lavoro di un’operaia di filanda. Iniziano ore convulse. «Il pretore, riparato nell’edificio del Municipio, alle ore 14 e 45 spedisce il seguente telegramma alla Procura di Cremona: “Dimostrazione per rincaro prezzo del pane dapprima pacifica, ora degenerata in sassaiola avanti municipio, pochi carabinieri impotenti, attendesi rinforzi. Pretore Clerici”. La ricostruzione dei fatti cambia, ovviamente, secondo il punto di osservazione del cronista. L’eco del popolo racconta che, mentre una parte della folla “sorvegliava” il municipio, “l’altra seguì il nostro compagno [socialista] Battista Ciboldi il quale, nell’aia d’un cascinale, tenne ai dimostranti un discorso in cui spiegava le ragioni del rincaro del pane, l’impossibilità della forte diminuzione che essi reclamavano, e li esortava a mantenersi alieni dalle violenze inconsulte, affinché l’agitazione avesse serio effetto, e l’autorità non avesse il pretesto per usare la forza delle armi.” […]

La notizia dei disordini arriva in giornata fino al ministro di Grazia e giustizia, Giuseppe Zanardelli  [che così risponde:] “Ho ricevuto suo telegramma sui disordini di Soresina - attendo relazione - confido autorità giudiziaria procederà con esemplare zelo, solerzia, rapidità a dimostrare che la legge comune e magistratura possono soddisfare ad ogni necessità e difficoltà sociali. Il ministro Zanardelli”.» (Zanardelli sollecitava l’applicazione “solerte” della legge ordinaria, per evitare richieste di misure speciali le quali in breve, con il nuovo ministro, permetteranno infatti una straordinaria ondata di repressione nei confronti di istituzioni democratiche, le Camere del lavoro, circoli e giornali della sinistra, le stesse cooperative di lavoro.)

Il cronista de L’eco del popolo riferiva che «la situazione si era aggravata quando i carabinieri, nel cercare di far indietreggiare la folla davanti al Municipio, ferirono una donna e un bambino a sciabolate. Poi i carabinieri fecero fuoco. Ci furono 3 morti. Nel pomeriggio giunse anche una compagnia dell’esercito ma a quell’ora la folla si era già portata a casa la sua rabbia e il suo dolore. Tra gli arrestati ci fu anche Daniele Galli, proprio uno dei più attivi nel cercar di impedire la sassaiola. Ma era socialista.»

Ci mise poco la giustizia dell’epoca a condannare chi era colpevole della sassaiola o magari dell’epiteto “baloss” all’indirizzo del sindaco: carcere tra i 10 e 19 mesi e multe esorbitanti. La morte dei tre lavoratori, Gerevini Serafino, d’anni 31, fabbro, Zucchetti Teresa, d’anni 58, filatrice, Bignamini Luigi, d’anni 17, sarto? Il nostro “instant book” riferisce: «Per quanto riguarda l’imputazione di omicidio e ferimento a carico dei pubblici ufficiali, fa duopo riconoscere ch’essi si trovavano nella necessità di respingere da sé e da altri, quali il Sindaco e gli impiegati chiusi in Municipio, le gravi ed ingiuste violenze…» La “legittima difesa” del potere. Non è la prima né sarà l’ultima volta.

Fonte: Teréz Marosi,“La battaglia della filanda” , in “Filande soresinesi”, a cura del Gruppo Ricerca Antropologica di Soresina, 1998

I secoli passano.

Tra il 1133 e il 1136 l'Imperatore Lotario II, per porre fine alle discordie tra Crema e Cremona per il possesso del borgo, distrusse interamente Soresina: successivamente ricostruita la cittadina fu nuovamente rasa al suolo nel 1217 e fu oggetto di aspri conflitti nel corso del Duecento e del Trecento, in occasione della lotta tra Guelfi e Ghibellini, tra le fazioni comandate da Buoso da Dovara, da Ponzino Ponzone e da Cabrino Fondulo. Quest'ultimo nel 1403 divenne signore di Cremona e di Soresina, sino a quando fu sconfitto e cacciato dai Visconti. Da quel momento, il paese si trovò nell'orbita dell'influenza milanese, prima con i Visconti e poi con gli Sforza.

Nel Cinquecento venne concessa in feudo ad alcune famiglie nobili del luogo, tra cui gli Stanga, Agostino Centurione, gli Affaitati e i Barbò, signori di Soresina fino al 1714. Sotto il marchesato dei Barbò Soresina ebbe grande sviluppo nell'agricoltura, nell'industria e nei commerci. Il suo mercato del Lunedì, concessole nel 1492 da Ludovico Maria Sforza, s'ingrandì sempre più, attirando uomini d'affari da ogni parte. Solo il periodo della dominazione spagnola rappresenta per Soresina, come del resto per la Lombardia, una vera calamità, fu bersagliata da molte guerre che ne devastarono il territorio e la notizia della pace tra la Spagna e la Francia avvenuta nel 1659 venne accolta con grande gioia. Al governo spagnolo successe quello francese al quale nel 1707 subentrò quello austriaco che governò quasi ininterrottamente fino al 1796.

Quando l'esercito francese con a capo Napoleone Bonaparte occupò l'Italia Settentrionale i soresinesi li accolsero come liberatori e Soresina che fece parte prima della Repubblica Cisalpina e poi del Regno d' Italia diede un notevole contributo alla causa del Risorgimento e non pochi di loro parteciparono alle guerre d' Indipendenza e alla Spedizione dei Mille. Dopo la proclamazione del Regno d' Italia e la raggiunta unità nazionale, per Soresina iniziò una nuova era di lavoro e prosperità. Nel 1863 fu costruita la linea ferroviaria Cremona - Treviglio.
Accanto all' agricoltura che introdusse nuove conquiste tecniche, fiorirono filande per i bozzoli, laboratori per la lavorazione delle pietre dure per orologi e apparecchi di precisione, officine meccaniche, industrie del legno e alimentari tra i quali il grande complesso lattiero - caseario della Latteria Soresinese : primo esempio di cooperazione tra i produttori che doveva diventare in pochi decenni la più grande latteria cooperativa d' Europa. Crebbe anche l' edilizia, il centro urbano s'ingrandì e s'abbellì di nuove strade, piazze, zone residenziali, eleganti negozi e pubblici esercizi e divenne il centro naturale in cui confluivano le varie attività e le correnti d'affari di una importante parte della provincia superiore.

Nei due conflitti mondiali ( 1915-1918 e 1940-1945 ) Soresina diede ancora una volta la misura della sua generosità sia con il suo contributo di sangue che con le opere di assistenza e beneficenza ai militari dislocati sui vari fronti. Il secondo dopoguerra é stato particolarmente duro per Soresina colpita nelle sue principali attività industriali e commerciali e impossibilitata a dare lavoro alla sua esuberante massa di lavoratori. Lentamente é riuscita a riprendersi e a essere uno dei centri migliori della Provincia di Cremona.

Il santuario di Ariadello

La figlia sordomuta del marchese Barbò un giorno «stava offrendo un mazzolino di fiori alla immagine della Madonna dipinta sul muro diroccato di un’antica costruzione». Così narra la “leggenda di fondazione” del santuario di Ariadello (oggi meta di passeggiate e luogo di una fiera nel mese di maggio), proseguendo con la miracolosa restituzione alla fanciulla della parola e dell’udito. «A testimonianza del miracolo» il marchese costruì la chiesa (1663) che nei secoli si fece custode di tanti ex voto, molti di straordinaria bellezza e valore.

Uno di questi è legato all’avvenimento forse più tragico del movimento operaio soresinese. Durante i “tumulti” del maggio 1898 a causa del rincaro del pane, i carabinieri aprirono il fuoco, uccidendo tre persone. Un ex voto davvero particolare è stato scritto (o fatto scrivere) da un uomo che aveva a fianco uno di questi uccisi. «Inzani Giovanni Batt.[ista] reservato dal sciopero il 2 Maggio [1898] quel momento invocai la beata V.[ergine] di riadello a quel momento recitai tre ave della grazia recevuta che io ho avuto. La morte del fabbro era la mia, la beata V.[ergine] miriservò Io ero di passaggio»

«Non ci è dato di sapere chi e quando, ma qualcuno, in tempi non lontani, ha voluto infierire sulla tavoletta con una barbarica cancellazione solo in parte riuscita. Forse le sue intenzioni erano di tutt’altro segno, in realtà ha oltraggiato solo la memoria di un uomo.

Grazie alle ricerche dell’instancabile Alberto Previ, oggi finalmente è davanti a noi anche la figura della vittima in qualche modo immortalata dalla tavoletta votiva. Previ ha maturato la «fortissima convinzione» che  «il fabbro deceduto nella sommossa è tal Serafino Gerevini (Soresina, 29 novembre 1867 - 3 maggio 1898), aveva moglie e tre figli in tenera età: Ennia del 1892, Noemi del 1895, Mario del 31 marzo 1898». (T. Marosi,“La battaglia della filanda” , in “Filande soresinesi”, a cura del Gruppo Ricerca Antropologica di Soresina, 1998)

Il «mare» tra Adda, Serio e Oglio: il lago Gerundo

Alimentato dalle esondazioni dei fiumi e da sorgive, un esteso acquitrino (circa 50 chilometri da nord a sud e 35 chilometri da est a ovest) occupava questa porzione di pianura che le cronache dell’Alto Medioevo indicano come mara e che “mare” aveva voluto solo la tradizione orale. Il Gerundo non è un residuo di quel “golfo Adriatico” che si estendeva nella valle del Po in un’epoca geologica più lontana; è una palude – perché è questo il significato di mara – di acqua dolce, che si era formata dopo l’era della glaciazione, racchiusa tra i fiumi Po, Adda, Serio e Oglio. Né mare né lago, tuttavia le terre che emergevano dalle acque si presentavano agli occhi come “isole” e talvolta così venivano proprio denominate, come la “isola Fulcheria” dove sorse la città di Crema. Molti ritrovamenti archeologici dimostrano una vita “da palude”: barche ricavate da tronchi d’albero, case costruite su palafitte.

Nemmeno gli antichi abitanti si limitarono a proteggere i propri insediamenti soltanto invocando poteri sovrannaturali, uno dei quali poteva essere la “dea italica delle paludi”, Mefite. Da quando l’uomo vi si trovò a vivere, metteva anche in atto quanto le sue conoscenze dettavano in materia di bonifica. Iniziarono i romani, fecero poi un’imponente opera gli ordini religiosi che si sono avvicendati nei possedimenti (benedettini, cluniacensi e cistercensi), seguiti dalle famiglie feudali (i Borromeo, i Pallavicino) e in epoche più recenti dai Consorzi.

Le poche zone paludose sopravvissute si proteggono come gioielli rari (vedi i Parchi e le riserve naturali legati ai fiumi). Ai poveri draghi delle paludi padane non restano che le pagine dei libri di storia.

I Personaggi

Risorgimento " I Guerra d' Indipendenza "

I soresinesi seguirono con entusiasmo i moti del Risorgimento. I patrioti da quando l'Austria mise ancora il suo tallone sul popolo italiano, cominciarono a lavorare in silenzio mantenendo alta la fiamma dell'amor patrio in convegni e abboccamenti clandestini ai quali partecipavano, tra gli altri, molti elementi giovanissimi ansiosi di servire la causa.

Funzionava un comitato di liberazione che occultamente insegnava ai giovani l'uso delle armi, organizzava espatrii clandestini in Piemonte e, nello stesso tempo, cercava di rendere sempre più difficile il compito del presidio austriaco.

Le 5 giornate di Milano. L'eco della ribellione milanese accese gli spiriti di rinnovate speranze e il giorno 20 marzo 1848 la popolazione soresinese scese nelle strade a manifestare la propria ansia di libertà. Fattasi ardita rimosse gli stemmi del tiranno appiccandovi il fuoco sulla piazza maggiore. Carlo Landriani arringò la folla mentre alle finestre veniva issato il tricolore.

Gli austriaci si ritirano.

Calmati dopo molti sforzi gli animi ad opera principalmente del capo della Comunità Giuseppe Rizzini, gli austriaci poterono transitare indisturbati il giorno 28 marzo diretti verso Soncino. Il giorno appresso i soresinesi aprirono il loro animo entusiasta a 4000 soldati piemontesi che precedettero di un giorno la venuta di Re Carlo Alberto.

Breve fu la gioia della riconquistata libertà perché il 28 luglio, frettolosi, già passavano da Soresina i carri di polveri e provvigioni dei piemontesi in rotta e diretti verso Pizzighettone e Milano. Ancora una volta ritornò il dominio austriaco sulla Lombardia dopo la sconfitta di Novara.

Risorgimento " II Guerra d' Indipendenza "

Si riallacciarono intanto i rapporti clandestini con il Piemonte dal ricostituito comitato di liberazione. Nel 1859 una schiera di soresinesi accorse per prendere parte alla lotta di liberazione. Durante la seconda guerra per l'Indipendenza, dopo le prime vittorie dei piemontesi e dei loro alleati francesi, a Soresina venne istituito un presidio francese che durante la sua permanenza fu oggetto di particolari cortesie.

La spedizione dei Mille

I volontari soresinesi che presero parte alla spedizione dei Mille di Garibaldi sono cinque : Felice Raj, Carlo Guida, Ferdinando Maestroni, Giuseppe Peroni e Antonio Bettoni.

Quello di Soresina é stato il più alto contributo, in proporzione alla popolazione, dato alla spedizione, dopo quello di Bergamo. Garibaldi se ne ricordò e ben volentieri venne a Soresina nell'aprile 1862 per trattenersi in mezzo a una popolazione così fedele e amante della libertà. Intrattenne la folla dal balcone di Casa Guida con a fianco i valorosi combattenti Carlo Guida e Luigi Gerosa. Prima di lasciare Soresina indirizzò alla Comunità la seguente lettera : " Riconoscente della manifestazione di simpatia di questo municipio e di questa popolazione io ricorderò per tutta la vita il caldo patriottismo di cui ebbi testimonianza in questa città eminentemente libera e italiana.

Garibaldi l'anno 1863 da Caprera, in risposta alla nomina a presidente onorario della Società Operaia di Mutuo Soccorso, così ha scritto al presidente avv. Francesco Genala : " Buoni operai, la vostra nomina mi onora. Possa la vostra Associazione prosperare per il bene vostro e della Patria. Addio di cuore. Vostro Garibaldi "

( autografo conservato dalla Società Operaia di Soresina ).

Proclamato il Regno d'Italia Soresina fu incorporata nella provincia di Cremona a capo di un vasto distretto amministrativo.   

Il Territorio

Soresina (C.A.P. 26015) dista 25 chilometri da Cremona, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Soresina conta 8.639 abitanti (Soresinesi) e ha una superficie di 28,5 chilometri quadrati per una densità abitativa di 303,12 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 70 metri sopra il livello del mare.

Cenni anagrafici: Il comune di Soresina ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 8.964 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 8.639 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -3,63%.

Gli abitanti sono distribuiti in 3.658 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,36 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 62 e i 77 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 15 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 165 attività industriali con 1.022 addetti pari al 36,19% della forza lavoro occupata, 231 attività di servizio con 611 addetti pari al 8,18% della forza lavoro occupata, altre 240 attività di servizio con 845 addetti pari al 21,64% della forza lavoro occupata e 106 attività amministrative con 463 addetti pari al 8,50% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 2.824 individui, pari al 32,69% del numero complessivo di abitanti del comune.

L’Amministrazione

Il municipio è sito in Piazza Marconi 9, tel. 0374-340444 fax. 0374-340448. L'indirizzo di posta elettronica è protocollo@comunesoresina.it.

Gli Amministratori del Comune di SORESINA

Sindaco (eletto nel 2006): ARMELLONI GIORGIO    

La Giunta:

BERTUSI FABIO
LENA FEDERICO
LODI FIORENZO
MONFRINI GIUSEPPE
TIRLONI EZIO
ZANENGA FLAVIO

Il Consiglio:

BOCCHI MARIO

BONALDI ALDO

BONIZZONI RITA

CHIROLI ELIO

FRITTOLI EDOARDO

GHIRRI MARCO

GIACOBBI MARCO

MAZZOLARI MARCO

TELLI ALBERTO

TOSCANI SIMONE

VALCARENGHI ESTER

La Casa di Riposo

Presentazione della Zucchi e Falcina .
La "Zucchi e Falcina" è sita in Soresina, in via Gramsci al n. 7.
Centralino (0374-34.10.27) e via fax 0374-344.638.
100 Anni di storia nell'AIUTO alla Persona .
La Comunità Residenziale Zucchi e Falcina è sorta quasi 100 anni or sono (nel 1906) per volontà dei coniugi Antonio Zucchi e Maria Falcina e da allora si è sempre occupata di sostenere situazioni di disagio intervenendo nell'AIUTO alla persona attraverso il concreto appoggio di un luogo di ospitalità. Ha attraversato un secolo di Storia prima chiamandosi "Ricovero" e poi "Casa di Riposo". Oggi approda ad una idea d'avanguardia: l'idea di una grande Comunità che in regime Residenziale è Aperta a chiunque: famiglie, territorio, nuove generazioni, culture e dunque profondamente inserita nel tessuto sociale.
Aree di Intervento
L'Istituto è un IPAB (Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza) costituito in forma di R.S.A. (Residenza Sanitario Assistenziale) ed è convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale per offrire ospitalità a 213 Utenti in regime residenziale e 10 Utenti in regime di semiresidenzialità (Centro Diurno). Inoltre viene assicurata l'apertura di Servizi alle esigenze del territorio alcuni dei quali in convenzione con il Comune di Soresina.
Sito web. http://www.zucchifalcina.it

Le principali attività produttive

Latteria Soresinese.

Latteria Soresina viene costituita il 5 febbraio 1900, con l'obiettivo costante di offrire qualità conciliando tradizione, esperienza e innovazione.

La qualità del latte conferito dai soci, lo stretto legame con il territorio, unito all’esperienza centenaria nelle lavorazioni casearie, consentono ai prodotti di mantenere intatto il sapore di sempre. La volontà di rinnovamento e l'attenzione ai nuovi protocolli di igiene e sicurezza garantiscono inoltre il continuo adeguamento della Cooperativa agli attuali standard tecnico-produttivi.

La sintesi di questi concetti è rappresentata della Certificazione di Filiera Controllata con la quale viene verificata e tracciata ogni fase, dall’alimentazione degli animali fino all’uscita del prodotto dal caseificio

Sito web. http://www.latteriasoresina.it/

Curiosità

  • La città di Soresina fu insignita del titolo di città nel 1962 dal Presidente della Repubblica Antonio Segni per l'operosità della sua gente, le virtù di tanti suoi figli, il fervore delle sue iniziative civiche benefiche economiche.
  • Tele Sol Regina , via IV Novembre 12 / b..... 0374 341820                                                    fax   0374 341112
    • Tele Sol Regina è in etere da 18 anni.Il 2001 sarà ricordato come l'anno di maggior movimento per l'emittente che, nel programma di pianificazione delle frequenze, é riuscita ad ottenere una copertura sulle province di Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi, Lago di Garda e parte delle province di Mantova e Piacenza, tutte sul canale uhf 26.
    • E-mail : Telesolregina@libero.it
    • Programmazione settimanale fissa : di seguito gli orari degli appuntamenti fissi della settimana
    • TG Obiettivo notizie - ore : 12,00 - 13,00 - 14,55 - 16,35 - 19,00 - 20,10 - 22,10 -
    • Obiettivo sportivo - la Diretta va in onda il martedi alle ore 20,40
    • Obiettivo sul territorio - va in onda il giovedi alle ore 22,30
    • Obiettivo culturale - va in onda il venerdi alle ore 19,20
    • E' riservato anche uno spazio all'obiettivo astrologia, una trasmissione che vuol spiegare in modo corretto i segni, gli ascendenti, il significato delle pietre, ecc.
  • Teatro Sociale, Via Verdi, 4..........0374 340454
    • E-Mail : Teatro.Soresina@tiscali.it
    • Il teatro sociale fu fatto costruire su progetto dell'architetto Carlo Visioli, da un gruppo di possidenti cittadini appassionati di teatro che fondarono una "società" ( da qui prese il nome Teatro Sociale ) è stato inaugurato il 7 Ottobre del 1840 con la rappresentazione dell'opera lirica di Gaetano Doninzetti " Lucia di Lammermoor ". E' un classico teatro dell'ottocento a " ferro di cavallo " con tre ordini di palchi e loggione che fanno da corona alla platea per un totale, attualmente di circa 400 posti. Dotato di sale d'attesa per gli spettatori e del " ridotto " utilizzato nel periodo degli spettacoli per mostre. Il teatro funzionò con alterne vicende, mantenendo la caratteristica di teatro a gestione condominiale fino agli anni 30.
  • Biblioteca Pubblica Comunale,Via Filodrammatici,184 ......0374 343134
    • E.mail: sorebib@tin.it
    • La Biblioteca di Soresina è stata istituita sul finire del XIX° secolo grazie a lasciti di privati. In seguito ad alterne vicende passa da associazione benemerita e/o retta da volontari alla attuale forma istituzionale.
    • Nel 1968 è stata trasferita nella sede di Via Filodrammatici e dotata, in quell'occasione, di sufficienti attrezzature tecniche (scaffali, tavoli sedie, ect ). Dopo una prima rioganizzazione negli anni 80 che ha visto l'impostazione di un moderno catalogo cartaceo, dalla metà degli anni 90, è dotata di attrezzature informatiche. Si è organizzata prima in Sistema Bibliotecario Soresinese con funzioni di biblioteca centro-sistema, poi Area di Cooperazione Cremasco-Soresinese ed, infine in Sistema Bibliotecario Cremasco-Soresinese (in attesa di definitiva approvazione regionale ).
  • Museo Genala
    • Collocato nello stabile che ospita la biblioteca comunale, contiene documenti, epistolario, oggetti, dello statista Francesco Genala (Soresina 1843 Roma 1893). Eletto deputato di Soresina nel 1874 fu confermato per sette legislature. Dal 1883 al 1887 è Ministro dei lavori pubblici del governo Depretis con incarico di dare soluzione al problema ferroviario. Nei quattro anni del suo ministero si adopera alacremente per affrontare i disagi arrecati alla popolazione da due terremoti. Nel 1883 quello che distrusse quasi per intero Casamicciola nell'isola d'Ischia, e nel 1887 quello che colpì la Liguria in particolare Diano Marina e Bussana, meritandosi la stima dei cittadini dei luoghi che per gratitudine gli dedicarono vie e Opere Pie.
  • Osservatorio Astronomico ,Via Matteotti,4.....0374 343722
    • L'osservatorio astronomico di proprietà comunale è stato inaugurato nel 1974 ed è gestito dal Gruppo Astrofili. Dotato di un potente telescopio riflettore di 380 mm combinato con un telescopio rifrattore di 150 mm, la specola di circa 4 metri si trova alla sommità di una torre alta 22 metri
  • Sala del Podestà
    • Il Salone del Podestà faceva parte dell'antico palazzo del Podestà ove aveva sede la Comunità soresinese. E' interamente affrescato con pannelli decorativi che ricordano la maniera di Lattanzio Gambara e allievi ( 1530 - 1574 ).
  • BUSSOLANO DI SORESINA
    • Definizione: Dolce da forno
    • Sinonimo: Busolan, Buslan
    • Materie Prime: Farina bianca O, burro, uova, latte, lievito, zucchero
    • Caratteristiche fisiche: Forma a ciambella, grandezza e peso variabili (400-500 g), consistenza
    • friabile, compatta
    • Descrizione sensoriale: Colore: interno giallo- esterno marroncino chiaro. Sapore e odore: burro
    • Tecnica di produzione: Impasto, pezzatura, formatura, lucidatura, cottura a circa 160°-170°C per 25 min.
  • U.S. Gruppo Triboldi Basket
    • Presidente: Dott. Secondo Triboldi
    • Sede- Piazza Garibaldi, 15, 26015 Soresina (Cr), Tel. & Fax: 0374-340626
    • Colori Sociali,Bianco-Blu
    • Campo di Gioco: Palasport Cà de’ Somenzi, Piazzale Zelioli Lanzini 1, 26100 Cremona, Capienza:2.918 spettatori-Tel: 0372/453351
    • Sito web. http://www.gruppotriboldibasket.it/

 ** materiale raccolto ed organizzato da Gian Carlo Storti, Cremona 1 ° ottobre 2006

 

 


       



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