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 Storia Cremonese

27 Settembre, 2006
La scomparsa di Giacomo Guindani
Mercoledì 27 settembre i funerali in forma civile - Il testo della commemorazione di Pippo Superti, segretario dei DS - Ed il ringraziamento della famiglia

Carissimi Elda, Claudia e Federico, care compagne e cari compagni,

Solo poche parole per ricordare Giacomo.

Come può farlo un dirigente di partito, cioè di una libera associazione di donne e di uomini che si ritrovano insieme a percorrere un cammino per cercare di realizzare un progetto.

Giacomo ne è stato protagonista in diversi modi e in diverse forme. Ma sempre con passione, con intelligenza e con discrezione, la sua qualità forse più forte.

Mi ricordo di quante volte con gentilezza, educazione, buoni argomenti si avvicinava per dire e sottolineare una situazione, un fatto, la necessità di una iniziativa.

E lo faceva sempre in modo discreto che non vuol dire sottomesso o imbarazzato. Era convinto delle proprie opinioni ma sempre disposto a metterle in discussione, a verificarle nel dialogo sincero con altri, nella capacità di ascolto che è fatta da una parte di sicurezza di poter convincere ma anche di disponibilità a farsi convincere della bontà presente nelle opinioni altrui.

E’ difficile in questa nostra società così gridata, così urlata, in cui sembra vincere chi urla di più e chi la dice più grossa ricordare queste qualità e viverle come positive.

Ma siamo convinti che la nostra gente, la nostra comunità abbia bisogno più che mai di capacità di incontro, di ascolto, di ragionamenti più che di slogan e di urla.

Questa società ha bisogno di persone buone, che non vuol dire arrendevoli e sottomesse ma capaci di comunicare positività e ispirare fiducia, di aver capacità di ascolto e di dialogo, capaci di ispirare un senso profondo di umanità.

Giacomo ce lo ha insegnato, almeno a me personalmente anche quando mi diceva che era necessario intervenire con maggiore incisività su alcuni argomenti, quando diceva che un gruppo dirigente ha il dovere di saper prendere posizioni anche coraggiose ma che sappiano prevedere il futuro.

Giacomo ha avuto una storia tutta fondata sul rapporto tra domanda sociale e ricerca di risposte economiche e politiche che la politica era chiamata a formulare.

E’ stato dirigente del movimento cooperativo in vari settori concependo la cooperazione come un elemento dinamico dell’economia, come una impresa sociale che doveva dare risposte a bisogni sociali.

E’ stato dirigente della sinistra cremonese, impegnando tempo, passione, intelligenza.

E’ stato presidente del Quartiere 3, del quartiere di San Bernardo, il suo quartiere in cui è stato un punto di riferimento e di equilibrio tra diverse culture e concezioni della partecipazione in quegli anni ’70 particolarmente vivaci.

E poi segretario della sua sezione del PCI, la sezione Ruggeri particolarmente attiva ieri come oggi e profondamente radicata nel rapporto con la gente, con il popolo del quartiere.

E’ stato un dirigente della federazione cremonese in vari ruoli, oggi componente del Comitato dei garanti.

E’ stato un costruttore tenace ed assiduo delle feste dell’Unità, fino alla festa provinciale di quest’anno, del 2006, in cui come sempre non si ritraeva di fronte ai compiti anche più umili e faticosi senza i quali non ci sarebbe alcuna delle feste che conosciamo.

La sua storia affonda nel ricordo del papà presente alla fondazione del PCI a Livorno vivendola come anche in modo problematico perché si rompeva l’unità del mondo del lavoro.

E questo spirito unitario ha sempre contraddistinto l’impegno politico di Giacomo, fino a farne un esponente precoce di quel riformismo che oggi tutti apprezzano.

Un riformismo di stampo emiliano, fondato su un rapporto concreto della sinistra, del PCI con la società che cambiava, che poneva nuovi problemi economici e sociali, che produceva nuove figure professionali ed economiche.

Un riformismo legato alla conoscenza diretta delle condizioni della gente, della vita popolare ed insieme consapevole della necessità di saper individuare risposte nuove in cui il riformismo non è la destra della sinistra ma la capacità di coniugare idealità e valori con progetti concreti di governo, con la capacità di costruire alleanze con tutti gli strati sociali.

Per questo Giacomo ha vissuto profondamente la svolta del 1989, la trasformazione del PCI in PDS e poi la nascita dei Democratici di Sinistra, come lo sbocco naturale di una generazione che trovava nella sinistra europea, nel socialismo europeo lo sbocco di una storia di impegno e di libertà.

Ed oggi Giacomo era convinto della necessità di costruire il Partito dell’Ulivo, il partito democratico come casa comune dei diversi riformismi italiani, divisi più dalla storia che dal futuro. Un compito avvincente e difficile che ci vedrà impegnati in una discussione profonda tra noi e con la società.

Insomma, una storia comune come comuni sono le storie che hanno fatto progredire l’Italia, questo paese che ha potenzialità ed energie ancora inespresse e che solo un progetto di governo forte può mobilitare per superare la fase di crisi economica, sociale e culturale che stiamo ancora attraversando.

Giacomo come tanti altri della sua generazione aveva una visone lunga e hanno concepito la politica come servizio, hanno lavorato per far crescere una nuova generazione.

La responsabilità della nostra generazione non è facile per la qualità delle persone che ci hanno preceduto, per la complessità dei problemi. Ma siamo determinati a cercare di fare del nostro meglio per costruire, insieme, un futuro per tutti.

Oggi dobbiamo battere il nemico più insidioso: l’indifferenza. Perché vivere significa conoscere, capire, intervenire, cambiare.

Il nostro tempo è un tempo difficile, un tempo in cui il passato e il futuro sono schiacciati sul presente. Eppure sappiamo che ogni tempo ci pone di fronte problemi nuovi e nuove possibilità per risolverli.

Caro Giacomo ti salutiamo convinti che ti accoglierà la pace degli uomini di buona volontà.

Ciao. Ti ricorderemo con affetto.

Cremona 26 settembre 2006

Pier Attilio Superti
Segretario federazione DS Cremona

*****

la famiglia del caro Giacomo Guindani ci ha fatto pervenire il seguente testo

VOLEVAMO RINGRAZIARE TUTTI COLORO CHE STAMANE HANNO PARTECIPATO ALLA COMMEMORAZIONE DI PAPA'. . . SOFFERMANDOCI SULLE BELLISSIME PAROLE SPESE DA PIPPO SUPERTI, CHE IN POCHE RIGHE HA SAPUTO RICORDARE PAPA' COME UN UOMO SEMPLICE E GENTILE CHE HA SEMPRE PORTATO AVANTI CON CONVINZIONE E MODERAZIONE I PROPRI IDEALI.

NOI ABBIAMO SOLO FANTASTICI RICORDI DI CHI CI HA INSEGNATO AD AFFRONTARE LA VITA E POSSIAMO DIRE DI ESSERE ORGOGLIOSI DI AVERE AVUTO ACCANTO GIACOMO, IL NOSTRO PAPA’.

ELDA , CLAUDIA E FEDERICO.

 


       



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