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 Storia Cremonese

22 Novembre, 2009
Breve storia della città di Crema.
Il territorio cremasco fa parte di quello più ampio della Pianura Padana, modellata dalle glaciazioni dell'era Quaternaria.

Breve storia della città di Crema.
Il territorio cremasco fa parte di quello più ampio della Pianura Padana, modellata dalle glaciazioni dell'era Quaternaria.
Di popolamento vero e proprio si può parlare solo nel IV-III millennio a.C., nonostante il ritrovamento di varie suppellettili risalenti all'età della pietra.
Nel VI secolo a.C. i Liguri erano presenti nella parte centrale della Pianura Padana, i Veneti in quella orientale, successivamente nel territorio compreso tra le Alpi e il Po si stazionarono i Galli, a loro volta separati dal Lago Gerundo dai Germani, stanziati in un territorio compreso tra l'Adda e il Mincio. Sul territorio si sono trovate tracce anche di altre popolazioni, quali i Celti, gli Etruschi e i Romani.
Questi ultimi sconfissero i Galli stanziandosi così sul territorio cremasco. La loro presenza è testimoniata dalla basilica paleocristiana di Palazzo Pignano.

La fondazione della città di Crema è comunque fatta risalire al 570, quando, in seguito alle incursioni longobarde ad opera del re Alboino (VI secolo), che si stanziò nella Lombardia, l'Insula Fulcheria (detta anche "Isola della rosa"), costituiva l'ultimo baluardo di rifugio per i profughi romani. Tra questi, personaggio di spicco fu un certo Cremete, conte di Palazzo Pignano, che fondò la città di Crema, costruendo dapprima una rocchetta.
Alcuni studiosi attribuiscono a Crema un'origine anteriore all'invasione longobarda: è impossibile, infatti, che tutta la plaga costituente il territorio cremasco, benché ricca di paludi, sia rimasta a lungo disabitata, mentre città limitrofe quali Milano, Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi Vecchio erano già città fiorenti.
I Longobardi diedero al territorio un'organizzazione ducale.
La città di Crema, comunque, resistette a saccheggi, pestilenze e carestie, divenendo una ridente cittadella, il cui nome alcuni storici attribuiscono al fondatore Cremete, altri dicono derivare dalla vicinanza con Cremona, fondata dai Romani, altri infine offrono differenti versioni.
Nomi di altre località cremasche terminanti in "engo" (Ricengo, Romanengo, Pianengo) sono invece state attribuite ai Longobardi.
Durante l'ultimo periodo longobardo e l'età carolingia anche Crema fu interessata, come tutta la Pianura, da un consistente aumento demografico, che la portò ad ampliarsi all'esterno del castrum.
Tre borghi presero vita: San Benedetto e San Pietro, verso il ponte sul Serio, e San Sepolcro, ad ovest.
Crema faceva parte del Sacro Romano Impero, anche se di fatto era retta da signori feudali autonomi i cui castelli sono tuttora presenti nel territorio.
La città tese ad ingrandirsi ulteriormente, estendendo i commerci ed i luoghi di mercato, mentre di lì a poco venne coniata la moneta. La città era spiritualmente soggetta al Vescovo di Cremona.
Nel dissidio tra la Santa Sede e l'Impero Germanico per le investiture, il popolo cremasco si schierò dalla parte del Pontefice, mentre Crema fu una delle prime città lombarde ad acquistare la libertà con la forza delle armi e a costituirsi in Comune. Nel 1098 Matilde di Canossa lasciò al Vescovo di Cremona l'isola Fulcheria di cui era feudataria. Da quel momento iniziò una guerra asprissima tra Cremona e Crema, la quale si alleò con Milano per poter così difendere la propria libertà. Era infatti il periodo delle lotte tra i comuni e Milano aveva contro di sè Como, Novara, Pavia, Cremona, Lodi e Bergamo, mentre schierate con lei vi erano Crema, Brescia e Piacenza. Crema, quindi, protetta da Milano, godette di grandi privilegi; tuttavia al suo interno non mancavano forze contrarie alla sua politica. Queste avevano interessi perché Crema entrasse a far parte della giurisdizione di Cremona. Giunsero addirittura a stipulare accordi segreti con Federico I perché ciò avvenisse.


Nel 1152 la corona imperiale passò nelle mani di Federico I Barbarossa, che nel 1154 scese per la prima volta in Italia per restaurare il decaduto potere imperiale.
Nel 1159, nella seconda discesa, Federico Barbarossa inviò a Crema degli ambasciatori per imporre alla città la distruzione delle mura e delle fortificazioni ed accogliere un vicario imperiale. In seguito al rifiuto dei cremaschi, Federico Barbarossa il 7 luglio pose l'assedio alla città. L'assedio durò 7 mesi, durante i quali la città sostenne scontri e feroci barbarie pur di difendere la propria libertà.

Stremata dalla fame, Crema si arrese il 26 gennaio 1160 al Barbarossa, che in cambio della pace pretese lo sgombero della città.
Quando anche Milano, due anni dopo, venne distrutta, i Lombardi compresero quanto la loro divisione fosse stata causa delle loro sciagure; pertanto sentirono il bisogno di unirsi, per resistere al comune nemico.
Con la Lega di Pontida (1167) i Lombardi posero quindi le basi di quella alleanza detta poi Lega Lombarda, di cui Crema fece probabilmente parte.
Dopo l'alleanza, venutasi a creare con la Lega Lombarda, nel 1176 a Legnano il Barbarossa venne clamorosamente sconfitto dai comuni riuniti. Si arrivò pertanto alla pace di Costanza del 1183 con la quale l'Imperatore riconobbe l'autonomia dei comuni. Crema venne così riedificata.

Il 7 maggio 1186 Barbarossa, con suo figlio Enrico e l'arcivescovo di Milano, assistette alla cerimonia di ricostruzione, tracciando egli stesso la cerchia delle mura (comprendevano San Benedetto a levante e San Sepolcro a ponente). Il Marchese di Monferrato, inoltre, donò alla nuova cittadina il suo stemma, che rappresenta tutt'oggi la città di Crema.
La città rifiorì, si espanse e godeva di una certa libertà interna, anche se sempre sotto il controllo imperiale. Gli organi politici a quell'epoca consistevano in tre consoli e un podestà.. Dopo la morte di Federico Barbarossa nel 1190, il territorio di Crema fu nuovamente in balia dei cremonesi e per questo motivo si ricadde in un periodo di lotte e tumulti, che terminò nel 1212 con la ripresa di autonomia da parte di Crema.
In questo periodo si formarono due fazioni politiche: quella dei Ghibellini e quella dei Guelfi vincenti sotto la guida dei Conti di Camisano. Con la battaglia di Desio del 1277 la situazione si capovolse grazie alla vittoria della fazione ghibellina e dell'arcivescovo Ottone Visconti. Per Crema cominciò una fase di costante perdita di autonomia che la portò infine, nel 1335, sotto il dominio dei Visconti, signori di Milano (1335-1449).
Proprio sotto i Visconti, si ebbe un incremento per quanto riguarda l'edificazione di palazzi e di chiese. Ad esempio abbiamo la costruzione del Duomo (1284-1341), di un sistema di irrigazione favorevole allo sviluppo agricolo e dell'ospedale degli infermi detto Casa di Dio. Nel 1361, i cremaschi elessero come loro protettore e patrono della città, S. Pantaleone, medico di Nicomedia.
Dopo la morte di Gian Galeazzo Visconti si ebbe una breve parentesi alla dominazione viscontea con la costituzione di una signoria con a capo i fratelli Benzoni.
Giorgio Benzoni tenne la Signoria dal 1405 al 1423.
Questo periodo fu reso infelice da una epidemia di peste che decimò la popolazione.
Tuttavia si registrarono avvenimenti positivi legati al rifiorire dell'arte, delle opere architettoniche nonché del commercio. Ma nel tempo le lotte interne non si attenuarono e, a seguito della battaglia della Ghiara D'Adda (1449) fra Milano e Venezia, Crema passerà sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Questa situazione verrà ratificata nella pace di Lodi nel 1454. Dapprima il dominio veneziano non provocò grossi sconvolgimenti: furono mantenute in vita le forme di autonomia locale, che lasciavano l'illusione che nulla fosse cambiato nonostante ne venisse influenzato ogni campo della vita cittadina.I tre secoli della dominazione Veneziana presentano comunque un bilancio positivo sia dal punto di vista economico che politico-amministrativo. Solo in seguito all'inarrestabile decadenza della Serenissima, nel 1797 i Francesi riuscirono ad impadronirsi della città, mettendo così definitivamente fine alla dominazione veneziana. Col trattato di Campoformio dello stesso anno, Crema entrò a far parte della Repubblica Cisalpina, creata da Napoleone. L'ondata di novità fu segnata dall'entrata in vigore del codice civile di Napoleone. Dopo le sconfitte napoleoniche e il crollo del regno d'Italia, già dal 1814 a Crema entrarono gli austriaci e con essi ebbe inizio la Restaurazione: vennero eliminati i dipartimenti voluti dai francesi e create province tra le quali quelle di Lodi e Crema, con Lodi capoluogo e sede di quasi tutti pubblici uffici. Si cominciò quindi a respirare un clima culturale "positivo", che spingeva a migliorare le condizioni economiche, ad apportare innovazioni tecnologiche e scoperte scientifiche: una vera e propria apertura verso il nuovo. Il periodo di dominio austriaco durò a lungo, sino al 1859, quando gli austriaci furono sconfitti a Magenta e si insediarono per un anno i francesi di Napoleone III, sceso in campo a fianco del Piemonte (II guerra d'Indipendenza). Gli anni che seguirono furono contrassegnati da molte innovazioni dell'organizzazione della vita cittadina e sociale, nonché dal distacco di Crema dalla provincia di Lodi e la conseguente annessione a quella di Cremona. Da questo momento in poi la storia di Crema coinciderà con quella del Regno d'Italia.


Red/welcr/gcst
Cr 22 novembre 2009

 


       



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