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 Storia Cremonese

13 Agosto, 2006
Provincia di Cremona, breve storia- 1° parte
I suoi Presidente dal 1860 al 1945

PROVINCIA DI CREMONA, breve storia
1° Parte
PRESIDENTI DAL 1860 AL 1945

Dalla sua costituzione (febbraio 1860) di cui si riferisce in altra parte della presente pubblicazione, e fino a tutto il 1888, la Provincia fu retta da un consiglio il cui presidente veniva eletto all’interno dello stesso organo rappresentativo (Presidente del consiglio provinciale) e da una Deputazione provinciale (un vero e proprio organo esecutivo) presieduta a sua volta dal Prefetto o da un commissario di nomina regia.
I primi presidenti del Consiglio provinciale
- 12/02/1860: Stradivari dott. Pietro (dimessosi per ragioni di salute il 31 agosto 1860);
- 03/09/1860: Piazza cavalier Francesco;

IL PRIMO CONSIGLIO PROVINCIALE :(ELEZIONI DEL 15-02-1860)

Il 15 febbraio 1860 si ebbe la prima seduta del primo consiglio provinciale eletto a suffragio diretto seppur limitato. Questi, collegio per collegio, i 26 consiglieri provinciali eletti.

Circondario di Cremona
Mandamento I – Cremona: Fezzi dr. Giovanni, Piazza Francesco, Bigotti ing. Francesco, Carnini Luigi.
Mandamento II – Cremona: Vacchelli dr. Camillo, Grasselli dr. Antonio.
Mandamento III – Pizzighettone: Camozzi Angelo, Silva dr. Carlo, Guida dr. Nicola.
Mandamento IV – Soresina: Landriani dr. G. Battista, Valcarenghi dr. Alessandro, Pellegrini dr. Enrico, Risolini dr. Giovanni.
Mandamento V – Robecco d’Oglio: Jacini Giovan Battista, Saini dr. Paolo, Nobili dr. Augusto.
Mandamento VI – Pescarolo: Cazzaniga dr. Fulvio.
Mandamento VII – Sospiro: Bonati dr. Luigi, Dalonis dr. Giovanni.

Circondario di Crema
Mandamento I – Crema: Donati ing. Carlo, Marazzi conte Carlo, Griffino avv. Luigi, Benvenuti conte Sforza.
Mandamento II – Crema: Sanseverino conte Fausto, Bisleri dr. Antonio.
Mandamento III – Pandino: Berinzaghi Giovanni, Vaccai dott. Pietro.
Mandamento IV – Soncino: Galantino dr. Francesco.

Circondario di Casalmaggiore
Mandamento I – Casalmaggiore: Longari Ponzone Ippolito, Bovara ing. Luigi, Araldi Erizzo marchese Pietro, Sonetti dr. Carlo.
Mandamento II – Piadena: Gorra dr. Antonio.
Mandamento III – Bozzolo: Puerari avv. Angelo, Sartoretti avv. Luigi.
Mandamento IV – Marcaria: Gerola dr. Renato, Casali dr. Filippo.
Mandamento V – Sabbioneta: Forti Israele.
Mandamento VI – Viadana: Baina dr. Luigi, Melli avv. Giacobbe.

Primo presidente venne eletto il dr. Pietro Stradivari che si dimise, per ragioni di salute, il 3 settembre successivo, sostituito da Francesco Piazza.
Gli altri Presidenti:
- 02/09/1867: Vacchelli ing. Camillo;
- 07/09/1868: Piazza cavalier Francesco;
- 11/07/1879: Bonati dott. Luigi.

La riforma del 1889

Nel 1889, a seguito della modifica dell’ordinamento per il funzionamento delle Province, anche il presidente della Deputazione provinciale viene eletto dal Consiglio provinciale.
Questi i presidenti del Consiglio provinciale dopo la riforma:

- 1889-1894: Bonati dott. Luigi;
- 1895-1898: Vacchelli dott. Pietro;
- 1899-1901: Barinetti avvocato Alfonso;
- 1902-1918: Barinetti avvocato Alfonso;
- 1918-1920: Barinetti avvocato Alfonso;
- 1920: Zanonelli avvocato Mario;
- 1920: Garibotti Giuseppe.

L’avvocato Mario Zanonelli venne eletto il 13 settembre 1920; a seguito delle sue dimissioni il 18 novembre 1920 venne eletto Giuseppe Garibotti.

I presidenti della Deputazione provinciale
A) Di nomina regia:
– 1860-1869: prefetto Giacinto Thosolano;
– 1870: commissario Francesco Marcucci;
– 1870-1871: prefetto Faraldo;
– 1872: regio commissario Rossi;
– 1872-1875: prefetto Pietro Turati;
– 1876: prefetto Onofrio Galletti;
– 1877: prefetto Achille Sergieri;
– 1878-1880: prefetto Antonio Ghilardoni;
– 1881-1882: regio commissario Ferdinando Laurin;
– 1883-1886: prefetto Angelo Giacomelli;
– 1887-1888: prefetto Emilio Caracciolo.
B) Di nomina del consiglio:
– 1889-1894: Giuseppe Zaccaria;
– 1895-1898: Alfonso Barinetti;
– 1899-1901: Giuliano Sacchi;
– 1902: Nicola Coboldi (eletto l’11 agosto 1902);
– 1902: G. Battista Marchesi (eletto il 16 ottobre 1902);
– 1905-1914: Ettore Signori;
– 1915-1920: Alberto Barni;
– 1920-1922: Mario Sardelli.

1922.La commissione Reale e la Presidenza Farinacci

Nell’ottobre 1922, dietro pressioni del gerarca fascista Roberto Farinacci, il Consiglio provinciale venne sciolto e la Provincia viene governata da una “Commissione Reale per l’Amministrazione straordinaria” il cui presidente fu dapprima il vice prefetto Piero Montanari e successivamente il suo collega Antonio Martani.
Il 25 febbraio 1923 vennero indette le elezioni e Roberto Farinacci fu eletto, in data 8 aprile 1923, presidente del Consiglio provinciale, incarico che mantenne fino al 1929.
Nello stesso periodo furono eletti presidenti della Deputazione provinciale: Adelchi Barbieri (8/4/1923), Pietro Montanari (22/12/1924) e Stefano Foletti (maggio 1926).

A seguito della riforma delle amministrazioni provinciale voluta dal regime fascista, il 4 marzo 1929 il Consiglio Provinciale venne sciolto e venne istituita la carica di “Presidente del Rettorato Provinciale” di nomina governativa mentre il “Rettorato provinciale” (corrispondente al precedente Consiglio provinciale) era di nomina ministeriale.
Il rettorato provinciale restò in funzione fino all’inizio del 1944 allorché venne sostituito da un commissario nella persona dell’ingegner Francesco Gambazzi.

Farinacci Roberto
(Isernia 1892 - Vimercate 1945)
Figlio di un commissario della Pubblica sicurezza; ferroviere, poi giornalista e avvocato. Socialista riformista seguace di Bissolati, interventista e volontario di guerra. Corrispondente cremonese del "Popolo d'Italia". Sansepolcrista, comandante delle squadre d'azione di Cremona, segretario della federazione provinciale, incluso nel novembre 1919 nel comitato centrale fascista. L'elezione alla Camera nel 1921 non è ratificata per mancanza del requisito d'età.
Nell'estate del 1921 è fra i più decisivi avversari della pacificazione con i socialisti.
Il 1° Marzo 1922 fonda il quotidiano "Cremona Nuova", del quale è direttore. Nel corso dello stesso anno, svolge un'intensa attività squadristica. In luglio guida la marcia su Cremona e si proclama sindaco, ottenendo la caduta dell'amministrazione comunale e la nomina di un commissario prefettizio di suo gradimento.
Dopo la marcia su Roma propugna l'inserimento nello Stato della "rivoluzione fascista", per "legalizzare l'illegalismo fascista"; teorizza il ruolo direttivo del PNF quale espressione autentica dello squadrismo e principale strumento di attuazione della politica totalitaria.
Laureatosi in Giurisprudenza nel Dicembre 1923 senza aver sostenuto esami apre uno studio legale specializzato nella difesa di squadristi omicidi, ottenendo spettacolari assoluzioni di imputati la cui consapevolezza appare manifesta.
Il 6 aprile 1924 è eletto alla Camera. Durante la crisi Matteotti preme su Mussolini per una prova di forza con le opposizioni: Nella seconda metà del 1924 promuove diversi raduni squadristici auspicanti la "seconda ondata"; assunta il 24 luglio la difesa di Dumini, gestisce in chiave politica il processo agli assassini di Matteotti, con esiti di sostanziale impunità.
Dal 12 febbraio 1925 al 30 marzo 1926 è segretario generale del PNF: un anno decisivo per il consolidamento della svolta autoritaria, caratterizzato dal processo di avanzata fascistizzazione della stampa, della burocrazia, delle rappresentanze sindacali.
Fu deputato (1924-1939) e consigliere nazionale (1939-1943).
Convinto sostenitore dell'alleanza con la Germani nazista, il 25 luglio presenta al Gran Consiglio una mozione in tal senso e poi si rifugia all'ambasciata tedesca, facendosi quindi inviare a Monaco.
Aderisce alla RSI; crollate le linee difensive germaniche fugge da Cremona verso la Svizzera, ma i partigiani milanesi , mentre fuggiva in Germania, lo catturano e lo fucilano a Vimercate il 28 aprile 1945.

** materiale raccolto ed organizzato da Gian Carlo Storti, cremona 13 agosto 2006.

 


       



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