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 Comune di Cremona

29 Novembre, 2010
Cremona.Resoconto seduta CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 NOVEMBRE 2010
Molte interrogazioni del PD che in particolare si dichiara insoddisfatto della risposta del sindaco Perri sui comportamenti dell'assessore De Micheli.

Cremona.Resoconto seduta CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 NOVEMBRE 2010
Molte interrogazioni del PD che in particolare si dichiara insoddisfatto della risposta del sindaco Perri sui comportamenti dell'assessore De Micheli.
Audizione, ai sensi dell’art. 8, comma 1°, lettera j, del vigente regolamento del Consiglio comunale, del Presidente di AFM Cremona S.p.A. Paolo Fiora sulla situazione attuale ed i futuri sviluppi dell’Azienda (si veda la relazione allegata).

Interrogazione presentata in data 10 novembre 2010 da consiglieri comunali vari del gruppo consiliare Partito Democratico (primo firmatario Maura Ruggeri) circa gli atteggiamenti tenuti dall’assessore Claudio Demicheli nei confronti dei lavoratori dei servizi cimiteriali.
Premesso che: si apprende dalla stampa locale della durissima presa di posizione delle RSU del Comune che denuncia dichiarazioni ed atteggiamenti di prevaricazione e mancanza di rispetto da parte dell'assessore Demicheli nei confronti dei lavoratori dei servizi cimiteriali; già nel recente passato l'Assessore aveva rilasciato dichiarazioni fortemente lesive della dignità e del ruolo di operatori che neppure appartenevano al settore da lui guidato e che avevano provocato la legittima reazione delle RSU; in tale occasione il PD aveva chiesto al Sindaco, che si era scusato con gli stessi lavoratori, di censurare pubblicamente l'atteggiamento del suo collaboratore. Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri interrogano il sindaco per conoscere se: ritiene tollerabile e compatibile con il ruolo assessorile un comportamento tale da suscitare una presa di posizione pubblica da parte della RSU come mai si è verificato nella storia dei rapporti sindacali dell'Ente; non ritiene necessario e opportuno, dopo questo ulteriore grave episodio, che vede l'assessore recidivo, porre fine alla collaborazione che, mettendo in discussione la fiducia ed il rispetto che devono essere alla base del rapporto di lavoro, costituisce un fattore destabilizzante per l'Amministrazione stessa.

All’interrogazione ha risposto il sindaco Oreste Perri: Rispondo puntualmente all’interrogazione, a firma delle consigliere Maura Ruggeri e Elena Guerreschi, relativa al ruolo dell’assessore Demicheli nella gestione dei servizi cimiteriali. Per quanto riguarda la presa di posizione delle RSU del Comune nei confronti dell’operato e delle dichiarazioni dell’assessore Demicheli, mi preme sottolineare in premessa che l’assessore sta lavorando nel solo interesse dei cittadini cremonesi, nell’intento di garantire un miglioramento generale della qualità dei servizi cimiteriali che in questo ultimo anno ha senza dubbio registrato notevoli passi avanti. Ne sono testimonianza le numerose lettere di privati cittadini pervenute agli uffici certamente insieme a qualche lamentela perché la situazione non è definitivamente migliorata. Leggo solo l’ultima pervenuta in ordine di tempo: “Il Cimitero di Cremona, ormai antico, è particolarmente bello, artistico per molti aspetti e quindi meritatamente un bene da conservare con cura. Esso esprime anche il sentire di una popolazione. Ci sembra giusto e dovuto ringraziare il sindaco Perri, nonché l’assessore Demicheli, il geometra Antoniotti e con loro tutto il personale dell’ufficio tecnico del Servizio Cimiteriale per avere risolto e risolvere con cura le situazioni gravi come, ad esempio, quella che insidiava da tempo la nostra cappella di famiglia. Sin dai primi anni ’90 abbiamo denunciato al Comune che gli scarichi del tetto dell’androne riversavano l’acqua piovana all’interno di tale cappella danneggiandola gravemente. E’ chiaro che il danno non era solo materiale, ma colpiva anche nei sentimenti. Le nostre segnalazioni, in precedenza senza esito, come quella scritta che risale agli anni ’90, quella del marzo 2001, quella del luglio 2003, quella del settembre 2007, il tutto rivolto all’avvicendarsi dei sindaci, forse oberati dalle loro attività, hanno attualmente trovato ascolto effettuando la riparazione e il restauro, dando dignità al luogo della sepoltura. Aggiungiamo che tutto è avvenuto con grande sollecitudine e cortesia.” Certamente le espressioni positive espresse sono una sollecitazione per continuare a fare di più e meglio. Facendo riferimento alla particolare questione sollevata in merito ai servizi cimiteriali relativa, posso affermare che l’eventuale esternalizzazione dei servizi stessi è una ipotesi all’esame dell’amministrazione comunale che dovrà, insieme ad altre, essere valutata ed approfondita nelle sedi istituzionali opportune. Sono in atto scambi di pareri giuridico amministrativi informali tra il direttore generale, il direttore del personale e il dirigente del settore, con il sottoscritto, ma la formalizzazione ufficiale della scelta più opportuna e idonea sarà fatta secondo i crismi previsti e necessari. La presenza, quasi quotidiana, dell’assessore presso il Civico Cimitero si è resa necessaria per cercare soluzioni a problematiche di vario genere che necessitano di interventi urgenti (vedi episodi di allagamento negli androni sotterranei, forno crematorio, tombe di povertà, ecc.) ed è stata stimolata anche da sollecitazioni di parecchi cittadini, che chiedevano interventi tempestivi e segnalavano situazioni o episodi poco rispettosi nei confronti di chi si reca al cimitero per un saluto o una preghiera ai propri defunti. L’episodio segnalato, ad esempio, relativo al comportamento di alcuni dipendenti denunciato come non consono alla funzione e al ruolo, durante la celebrazione di un rito funebre, è stato forse enfatizzato, anche se costituisce una occasione di riflessione. In tale spiacevole occasione l’assessore, su invito dei parenti del defunto, è intervenuto chiedendo ai dipendenti di mantenere un atteggiamento rispettoso e consono al luogo e alla situazione (il tutto alla presenza di testimoni). E’ auspicabile per il futuro che, prima di creare malumori, apprensioni e trarre errate conclusioni tra i dipendenti dell’unità interessata e prima di contattare i mass-media, si cerchi di assumere giuste e precise informazioni e si prediliga la via del dialogo e del confronto anche con l’assessore interessato. L’Amministrazione comunale ha ritenuto, in questi momenti, tenuto conto anche della non facile tipologia di lavoro, rinforzare il presidio organizzativo ed il controllo nel contesto dei servizi cimiteriali.

La consigliera Maura Ruggeri si è detta non soddisfatta della risposta ottenuta.

Interrogazione presentata in data 11 novembre 2010 da consiglieri comunali vari del gruppo consiliare Partito Democratico (primo firmatario Alessia Manfredini) circa l’impatto che la manovra finanziaria regionale avrà sul trasporto pubblico locale a Cremona.
Premesso che i soci AEM Cremona S.p.A e SAB Autoservizi S.r.l. (Gruppo Arriva) hanno proceduto durante l'assemblea del 28 aprile 2010 alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione di KM S.p.A., che rimarrà in carica per il prossimo triennio fino all'approvazione del bilancio di esercizio 2012. L'assemblea con voto unanime, ha poi eletto i nuovi consiglieri: Loris Armanini (che assumerà la carica di presidente), Giuseppe Guarneri, Gianpietro Zaramella, Alberto Toneatto ed ha confermato Elena Colombo nel ruolo di amministratore delegato. Considerato che nella seduta del 29 giugno 2010, i nuovi vertici di Km hanno presentato alla commissione ambiente e territorio una serie di proposte per ridisegnare l'intera rete urbana e fare investimenti finalizzati ad agevolare l'acquisto dei biglietti a bordo. Rilevato che: per migliorare il trasporto pubblico occorrono significativi investimenti per ottimizzare la fruibilità del servizio, soprattutto sulla rete urbana, quali nuovi mezzi, nuove pensiline, pannelli informativi sulle lince, emettitrici a bordo; da questa primavera la polizia municipale ha attiva la squadra antidegrado per combattere il fenomeno dei "portoghesi" e del bullismo; considerata l'intervista rilasciata in data 29 ottobre dall'ad Elena Colombo sul settimanale il Piccolo che annuncia che Km ha già un progetto di rilancio del servizio e che attende le decisioni dalla Regione; visto che il 5 novembre scorso l'assessore Cattaneo, durante l'ultima riunione del trasporto pubblico locale a Milano, ha illustrato agli assessori provinciali e comunale l'entità dei tagli; preoccupati dal consistente aumento delle tariffe e del futuro del trasporto pubblico visto che nel 2011 scade il contratto di servi tra il Comune di Cremona e Km, si interroga l'assessore competente per sapere: quali sono gli impatti della manovra finanziaria sul trasporto pubblico locale di Cremona; quali sono gli orientamenti per la riforma del trasporto pubblico locale a Cremona; e sul fronte dei biglietti s'interroga: quante ore e quanti giorni alla settimana sono impiegati gli agenti della polizia municipale per espletare un servizio che dovrebbe essere attuato dalla società Km S.p.A.; per quanto tempo la squadra antidegrado sarà impiegata a bordo degli autobus e verificare il pagamento dei biglietti; se non intende fin da subito sollecitare la Km S.p.A. a dotare tutti gli autobus di emettitrici, a ridisegnare la rete di vendita e ad attuare una campagna di comunicazione capillare per informare gli utenti che già attualmente è possibile acquistare i biglietti a bordo.
All’interrogazione ha risposto l’assessore Francesco Zanibelli: E’ mia intenzione approfondire questo argomento in sede di commissione consiliare. Al momento non si conosce ancora in modo preciso l'entità dei tagli. Infatti nell'ultima riunione del Tavolo trasporto pubblico locale (5 novembre) sono state presentate diverse ipotesi di tagli sul capitolo del trasporto pubblico del bilancio regionale (dai 250 milioni ai 50 milioni di euro). Sulla base di questi sono stati poi costruiti degli scenari di azione su tre leve: riduzione dei contributi alle aziende (chiedendo a loro di rendersi efficienti), riduzione dei servizi di trasporto pubblico, aumento delle tariffe. L'utilizzo delle tre leve viene modulato in maniera diversa a seconda dell'entità del taglio. Si precisa che si tratta solamente di ipotesi e che sta poi agli enti locali, in accordo con le aziende, metterle in atto. Ad esempio, per quanto riguarda le tariffe l'orientamento non è al momento quello di procedere ad un aumento del
25% come suggerito, anche perché si ipotizza che l'effetto sul numero di passeggeri trasportati potrebbe essere negativo annullando così gli effetti positivi in termini di introiti. Quello che ad oggi appare certo è che si dovrà procedere a dei tagli sul servizio che riguarderanno le linee e le corse meno utilizzate. Gli uffici comunali e KM S.p.A. stanno mettendo a punto delle ipotesi sulla base delle indicazioni regionali ed in attesa di avere notizie più precise dalla stessa Regione. Sono in corso anche consultazioni con
la Provincia (che deve fare fronte alla medesima situazione) con l'obiettivo di trovare le sinergie tali da ridurre al minimo gli impatti sul servizio. Se si intende parlare della nuova gara, si deve ricordare che al momento non è ancora definito quale sarà il regime legislativo con cui si dovrà procedere all'assegnazione del servizio, dal momento che la legge di riforma sembra in una fase di stallo, ma l'assessore Cattaneo ha più volte dichiarato di volerla attuare. Quel che appare certo al momento è che, se possibile, si dovrà ipotizzare un bacino di livello provinciale. Le ipotesi tecniche sul servizio, ovviamente dovranno essere messe a punto una volta che saranno maggiormente chiare le quantità in gioco. Per quanto riguarda il controllo dei biglietti, si tratta di un'attività non programmata in maniera ordinaria, per cui non è possibile fornire un numero medio di
giorni a settimana ed ore. L'attività non viene a priori pianificata e standardizzata anche per non dar modo all'utenza del trasporto pubblico di conoscere in anticipo la presenza dei controllori a bordo. L'azione viene messa in campo ogni qual volta si rileva un bisogno (segnalato dall'Azienda) e si ha la disponibilità degli agenti della PM (solitamente se ne impiegano tre). Tale attività non viene fatta in sostituzione del controllo che dovrebbe fare KM S.p.A., ma in supporto dello stesso, infatti la presenza degli agenti è sempre accompagnata da quella dei controllori di KM. Non vi è una scadenza già stabilita ma almeno fino a quando esisteranno in maniera così massiccia i problemi di mancata acquisizione dei biglietti e fenomeni di bullismo. Le 5 emettitrci acquistate erano frutto di un accordo tra la passata amministrazione e KM S.p.A., che invece di pagare la penale prevista per la mancata erogazione dei biglietti a bordo (circa 20.000,00 euro) si era impegnata a spendere un eguale importo per l'acquisto delle emettitrici. Sicuramente si possono chiedere maggiore sforzi in termini di informazione sulla possibilità già esistenti di acquisto a bordo. In ogni caso l’attenzione è massima su ogni fronte, in particolare quello dei possibili tagli.
La consigliera Alessia Manfredini, ringraziado per la completezza della risposta ottenuta, si è detta parzialmente soddisfatta della risposta ottenuta.

Interrogazione presentata in data 18 novembre 2010 da consiglieri comunali vari del gruppo consiliare Partito Democratico (primo firmatario Alessia Manfredini) con cui si chiede per quale motivo Cremona non figura nell’elenco degli aderenti al Patto dei Sindaci.
Premesso che: l’Unione Europea (UE) è in prima linea nella lotta contro il cambiamento climatico globale, considerandolo una priorità assoluta. Gli ambiziosi obiettivi dell’UE sono delineati nel pacchetto comunitario sul clima e sull’energia, che impegna gli Stati membri a tagliare le proprie emissioni di CO2 di almeno il 20% entro il 2020. I firmatari del Patto dei Sindaci contribuiscono a questi obiettivi politici attraverso un impegno formale. Considerato: il parere favorevole della commissione consiliare permanente attinente le politiche ambientali espresso nella seduta del 10 novembre 2009 in merito all’adesione del Comune al Patto dei Sindaci; il voto all’unanimità espresso durante la seduta del consiglio comunale relativo alla deliberazione “adesione del Comune di Cremona al Patto dei Sindaci”; visto l’impegno sottoscritto, espresso nella delibera approvata, cioè di coinvolgere le comunità locali in iniziative mirate a raggiungere gli obiettivi fissati dall’UE per il 2020, riducendo le emissioni di CO2 nel territorio comunale di almeno il 20% attraverso l’attuazione del Piano d’Azione sull’energia sostenibile. Considerato che tale piano dovrà includere un inventario base delle emissioni e dovrà dare indicazioni circa le modalità attraverso le quali gli obiettivi verranno raggiunti, entro 12 mesi dalla data di approvazione della delibera consiliare. Rilevato che: il Parlamento europeo ha ratificato un accordo raggiunto col Consiglio d’Europa per la realizzazione di un nuovo fondo per i progetti nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. Il fondo punterà sul sostegno alle autorità locali e regionali. E’ previsto che possano attingervi prima di tutto le città che aderiscono al Patto dei sindaci; Cremona non figura tra gli aderenti al patto e tra le 2118 città che vogliono un’Europa più pulita. Si chiede alla Giunta: come mai Cremona non figura nell’elenco dei comuni aderenti e pubblicati sul sito del Covenant of mayors; a che punto è l’inventario base delle emissioni; a che punto è il piano d’azione per l’energia sostenibile; chi sta curando la loro redazione, risorse interne o consulenti esterni; se non intende fin da subito adoperarsi con azioni concrete in modo da scongiurare l’esclusione dal patto dei sindaci per mancata presentazione del piano d’azione nei tempi previsti e la perdita di finanziamenti importanti a disposizione a livello europeo.

All’interrogazione ha risposto l’assessore Francesco Bordi: In data 5 luglio veniva comunicata l’esclusione del Comune di Cremona dal Patto dei Sindaci. Il Comune ha chiesto la riattivazione della partecipazione al Patto dei Sindaci impegnandosi a presentare l’inventario delle emissioni e il Piano d’Azione. E’ opportuno tuttavia precisare quanto segue. Il Comune di Cremona ha aderito al Patto dei Sindaci con delibera consiliare del 24 novembre 2009, data a partire dalla quale i nostri uffici hanno conteggiato l’anno di tempo utile per presentare la documentazione richiesta. L’esclusione dal Patto formalmente trova spiegazione in quanto il Comune di Cremona aveva già fatto richiesta di adesione presentando una deliberazione di Giunta Comunale dal mese di aprile 2009. Successivamente è stato richiesto di perfezionare l’adesione trasmettendo la deliberazione del Consiglio Comunale, come di fatto avvenuto nel mese di novembre 2009. Di questo è stata data comunicazione all’ufficio del Patto dei Sindaci che, scusandosi per l’inconveniente, ha apprezzato la volontà dell’Amministrazione di proseguire con le attività in programma per rimanere nel Patto dei Sindaci e contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici fissati dall’Unione Europea in modo da offrire un futuro più pulito. Inventario delle emissioni. Si sta predisponendo l’acquisto del software Eco-region, strumento ufficiale del Patto dei Sindaci per preparare i bilanci di CO2. Sono stati presi contatti con altri Enti per uniformarsi e confrontare le modalità d’azione (acquisire il software e inserire i dati relativi all’industria, edilizia, traffico, agricoltura ecc., o distribuire lo stesso alle varie attività e garantire un’attività di coordinamento delle informazioni). Attualmente l’Ufficio Energia del Comune ha creato un data base per la certificazione energetica degli edifici ed ha raccolto informazioni utili per il monitoraggio dei consumi e della conseguente produzione di C02. Il lavoro, ancora all’inizio, sarà utile per costruire la quota parte di inventario relativa all’edilizia. Sarà istituito a breve un gruppo di lavoro interno che si occuperà di queste problematiche. Il Piano d’Azione è conseguente all’inventario delle emissioni ed è, tra l’altro, nel Piano degli Obiettivi del prossimo anno. La redazione verrà fatta esclusivamente con risorse interne. Per quanto riguarda l’ultimo punto gli Uffici hanno preso contatto con la sede di riferimento del Patto dei Sindaci e con il Coordinamento delle Agende 21 nazionali, partner dell’iniziativa a livello nazionale, impegnandosi a trasmettere, appena disponibile la documentazione richiesta.


La consigliera Alessia Manfredini si è detta sostanzialmente soddisfatta della risposta ottenuta.
Interrogazione presentata in data 18 novembre 2010 da consiglieri comunali vari del gruppo consiliare Partito Democratico (primo firmatario Alessia Manfredini) circa la notizia riportata dalla stampa sulla partecipazione di dipendenti comunali a riunioni di maggioranza tenutesi fuori orario di servizio.
Premesso che: apprendiamo dalla stampa (La Provincia del 13/11/2010) che dipendenti comunali (ufficio traffico) e tecnici e vertici di AEM avrebbero partecipato a riunioni di maggioranza, fuori orario di servizio, per illustrare svariati progetti (autosilo della stazione, sensi unici, passaggio a livello di via Persico, parcheggi e strada sud). Considerato che da più di un mese non viene convocata la Commissione mobilità, si interroga il sindaco per sapere: se quanto riportato dalla stampa corrisponde al vero; in caso affermativo, come sia stato possibile autorizzare la partecipazione di dipendenti comunali, al di fuori del loro orario di servizio, alla riunione di una componente politica; se non ritiene indispensabile che, invece di acquisire informazioni solo dalla stampa, i consiglieri abbiano le necessarie informative nelle commissioni preposte, regolarmente convocate, per consentire loro di poter esprimere i relativi indirizzi.

All’interrogazione ha risposto l’assessore Maria Vittoria Ceraso: L’intervento di dipendenti in riunioni di natura politica, spesso convocate fuori dal normale orario di lavoro, viene richiesto solo a fronte di un’effettiva necessità di assistere ad un’illustrazione dei progetti presi in esame. Spesso tali presenze riguardano dirigenti e responsabili di posizione organizzativa le cui funzioni, di natura omnicomprensiva, non richiedono pagamenti di ore straordinarie. Tale prassi, infine, non è stata attivata solo da questa Amministrazione ma anche da quelle passate, soprattutto per quanto concerne la presentazione di progettualità tecniche che richiedono l’intervento di professionisti e specialisti della materia.

La consigliera Alessia Manfredini ha invitato la Giunta a dotarsi di un “regolamento” perché non solo la parte politica possa avvalersi della consulenza dei tecnici ma siano a disposizione di tutti. Disponibilità che, secondo l’assessore Ceraso, esiste già. In ogni caso la questione verrà affrontata in sede di Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale.


Interrogazione presentata in data 22 novembre 2010 da consiglieri comunali vari del gruppo consiliare Partito Democratico (primo firmatario Alessandro Corradi) in ordine alle progettualità del Servizio di Educativa Territoriale (obiettivi, criteri metodologici, dati di riferimento, ecc.).
Premesso che: lo scorso 30 giugno è scaduto l'appalto in essere riguardante il servizio di educativa territoriale (SET), servizio in capo all'Assessorato alle Politiche Giovanili. L'appalto non è stato rinnovato, ma è stato prorogato fino al 30 settembre 2010. L'assessorato alle politiche giovanili ha, contemporaneamente al mancato rinnovo, dichiarato la volontà di ripensare e riorganizzare l'intero servizio (SET). Il Partito Democratico, in data 26 maggio 2010, ha presentato un ordine del giorno respinto dalla maggioranza attraverso il quale chiedeva a Sindaco e all'assessore alla partita l'impegno: a mantenere importanti forme di presidio sociale e comunitario come quelle dei CAG con la precisa intenzionalità di creare sinergie e collaborazioni tra varie agenzie educative ed attivare la partecipazione degli adolescenti e dei giovani alla vita della città; a non ridurre un sistema complesso di interventi ad un semplice meccanismo di domanda offerta tramite voucher e accreditamenti; ad attivarsi urgentemente affinché si faccia un'accurata analisi dei bisogni incontrando operatori, terzo settore e tutti i soggetti attivi nell'ambito delle politiche giovanili poiché il ripensamento di un modello radicato nel territorio non può essere avviato senza gli opportuni processi partecipativi; a prorogare, a tale scopo fino al 31 dicembre 2010 la "fornitura di servizio" attualmente in corso. Considerato che: martedì 19 ottobre 2010 in occasione di un'assemblea di quartiere presso l'oratorio S. Giuseppe del Cambonino, presenziata da diversi assessori, è stato presentato il nuovo progetto "Insieme per il Cambonino" come nuova alternativa alla chiusura del CAG e alle azioni educative ad esso collegate. Venerdì 29 ottobre 2010 presso il saloncino del Centro Anziani del quartiere Zaist è stato presentato dall'assessore Alquati il progetto "Giovani@Cremona", successivamente approvato dalla Giunta il 19 novembre. Ad entrambe le progettualità presentate è stato attribuito il generale carattere di sperimentale, senza però declinare tale innovazione in un progetto concreto e specifico. Visto che: nonostante la richiesta formale e la buona volontà verso un ripensamento del SET, la commissione competente non è stata coinvolta nel percorso se non attraverso brevi e sporadici aggiornamenti che assumevano spesso i contorni di un comunicato stampa; senza per altro portale all'attenzione della commissione alcun atto o documento scritto relativo ad un probabile nuovo progetto. In entrambi gli appuntamenti del 19 e del 29 ottobre da parte dei cittadini e delle organizzazioni presenti è stata data rilevanza ad alcune priorità: lavoro in rete, attenzione ai soggetti più deboli, al di là degli aspetti meramente economici , necessità di presenze educative. Il Consiglio comunale interroga la Giunta per sapere: qual è la progettualità più ampia che unisce l'azione sui due quartieri, identificando cosi il Servizio e il Sistema di Educativa del Territorio; quali sono gli obiettivi specifici e misurabili che il progetto si è posto, quali criteri metodologici vengono utilizzati, quali azioni concrete sono programmate; se e quali sono le azioni sul Territorio, nella strada, ovvero quelle azioni di mero stampo educativo -portate avanti anche attraverso una fattiva collaborazione con le forze dell'ordine- per intervenire sul disagio giovanile; alcuni dati in riferimento al carattere sperimentale attribuito alle progettualità sopra citate: dato amministrativo: attraverso quali atti e quali normative è regolato il rapporto tra soggetti terzi coinvolti nei progetti e amministrazione? dato economico: quali sono le risorse destinate a ciascuna progettualità e come sono state ripartite tra i soggetti coinvolti e le azioni previste? dato temporale: qual è la durata della fase sperimentale e come si intende passare ad una fase più ordinaria del Servizio? Dato tecnico: Ia valutazione del progetto è la fase cruciale della sperimentazione, quali strumenti l'amministrazione ha messo in campo per svolgere questa azione?

All’interrogazione ha risposto l’assessore Jane Alquati: Nel corso di questi ultimi anni vi è stata una profonda modificazione del quadro legislativo e sociale che evidenzia la necessità di promuovere nel territorio la costruzione di processi d’inclusione e coesione sociale, in un’ottica di sussidiarietà. Infatti se da un lato è migliorata la qualità della vita della comunità nel suo complesso, dall’altro è necessario mantenere una significativa attenzione alle famiglie più deboli della popolazione, attraverso una valorizzazione dei diversi modelli di lavoro del territorio. Si è scelto quindi di superare la vecchia esperienza del Servizio Educativo di Strada promuovendo un modello di lavoro che poggi su un concetto di welfare condiviso, maggiormente adeguato a gestire la complessità delle problematiche sociali, educative e formative dei giovani e delle loro famiglie, poiché promuove una dimensione di libera scelta dei servizi. Da qui l’opportunità che entrino in gioco la pluralità dei soggetti del terzo settore riconoscendo altresì le iniziative che vengono messe in campo dalle diverse forze sociali. Pertanto la scelta è stata quella di disegnare un sistema più ampio fatto di tanti attori della comunità locale: cooperative, associazioni, scuole e realtà informali. In tal modo si tratteggia un sistema dove l’Ente Pubblico passa da un ruolo di governo e produzione di servizi a un ruolo di governance, che deve essere intesa come modernizzazione dell’azione pubblica e valorizzazione del territorio in tutte le sue rappresentazioni. La modalità messa in campo è quella che si riferisce ad una sussidiarietà orizzontale, che significa sviluppare una cooperazione strutturata e un coordinamento tra i vari soggetti che si occupano dei giovani, per attuare soluzioni concrete che diano una risposta alle aspirazioni dei giovani. Pertanto si è andati a disegnare un quadro che identifica le seguenti aree di lavoro:
Think Town: L’intento è quello di incentivare il protagonismo dei giovani attraverso opportuni spazi d’aggregazione, nonché il sostegno ai loro progetti, in linea con quanto indicato dal Ministero della Gioventù e da Regione Lombardia.
Prevenzione: Sostegno ed ampliamento del Progetto di prevenzione Indoor realizzato in partnership con una rete di soggetti del privato sociale quali la Società di Cooperativa Sociale Iride, la Cooperativa Fuxia, la Cooperativa Umana Avventura e con l’Associazione La Zolla. Si sottolinea il positivo raccordo effettuato con il Dipartimento dipendenze dell’ASL. Indoor consiste nella raccolta e rielaborazione di esperienze e rappresentazioni dei ragazzi sul tema della prevenzione all’uso di sostanze psicoattive nell’ambito del gruppo classe. Il modello di lavoro comprende la gestione e l’analisi della domanda, il percorso in classe (3 incontri di 2 ore ciascuno), il counselling (come occasione di ascolto individuale o di gruppo, di informazione mirata e orientamento ai servizi) e la valutazione finale, seguita da un momento di restituzione al Consiglio di classe. Il modello di lavoro è caratterizzato dall’idea di lavorare nel tempo dell’esordio sociale, del passaggio e del cambiamento, dell’adolescenza; La prospettiva assunta dall’azione è quella di concentrarsi sulle possibili intersezioni fra i passaggi di questo cambiamento e le condotte di consumo di sostanze, attraverso la raccolta e la rielaborazione delle esperienze e delle rappresentazioni dei ragazzi nell’ambito del gruppo classe.
Sostegno Famiglie: L’intento è quello di offrire un sistema che abbia come elemento cardine la concretizzazione del principio di libertà di scelta delle famiglie, attraverso la strutturazione di servizi socio-educativi (sostegno scolastico e centri ricreativi diurni) rivolti ai minori. Tale sistema vedrebbe l’attivazione di un processo di accreditamento ed il coinvolgimento dell’Azienda Sociale del Cremonese e quindi la possibilità per i soggetti titolati e rispondenti agli standard di entrare nella rete costitutiva dell’offerta rivolta alle famiglie.
Sviluppo Comunita’ L’intento è quello di attivare presidi territoriali. Azioni di mediazione sociale. Prossimità al bisogno attraverso la presenza nei principali luoghi di aggregazione informale e aggancio precoce delle situazioni di maggiore fragilità individuale e famigliare. Accompagnamento ai servizi e attivazione delle reti di sostegno e del sistema dei servizi in funzione del soddisfacimento dei bisogni e della individuazione delle risposte più adeguate. In quest’ambito si collocano:
l’esperienza di “Giovani @ Cremona” che vede coinvolta una rete di cooperative Altana Società Cooperativa Sociale, Iride Società Cooperativa Sociale, L’Umana Avventura Società Cooperativa Sociale, Nazareth Società Cooperativa Sociale. Le motivazioni alla base della scelta di attivare un partenariato sociale sono: la diversificazione e la complessità dei bisogni delle famiglie e dei ragazzi, la necessità di mantenere alcuni presidi educativi sul territorio rivolti ai bisogni di quei ragazzi, specialmente adolescenti, che difficilmente trovano spazio in altre proposte strutturate, la necessità di aumentare la partecipazione dei cittadini e delle organizzazioni del territorio (associazioni, Cooperative, soggetti del terzo settore) alla gestione di proposte per i ragazzi qualificate e aperte alla complessità dei bisogni, la difficoltà da parte dell’ente pubblico a intervenire direttamente di fronte al diversificarsi della richiesta, la presenza sul territorio di numerose realtà in grado di offrire, con spirito sussidiario, risposte adeguate ai nuovi bisogni educativi ed aggregativi. La proposta di un unico progetto sperimentale muove dalla volontà del partenariato sociale di concorrere in modo sinergico e corresponsabile alla progettazione ed all’erogazione dei servizi territoriali per i giovani. I soggetti componenti il partenariato metteranno a disposizione del progetto sperimentale la loro competenza specifica ed i servizi erogati direttamente sul territorio a completamento dell’offerta educativa prevista dall’intervento proposto. Si attiveranno quindi un’esperienza di Centro Giovani nel territorio del quartiere ZAIST e una di educativa territoriale sull’intero territorio cittadino.

Protocollo d’intesa e rinnovo della convenzione con la Federazione Oratori Cremonesi, che sarà ampliato e andrà a definire progetti condivisi con le parrocchie cittadine, come ad esempio quello di un doposcuola presso l’Oratorio Cambonino. Questo nuovo protocollo nasce dalla volontà dell’Amministrazione Comunale di riconoscere gli oratori come agenzie educative indispensabili per la vita cittadina. Non si può dichiarare in un protocollo “la collaborazione tra comune e parrocchie sulle tematiche minorili, giovanili e familiari, assume carattere di continuità potrà riguardare ambiti e azioni diversificate…” e poi corrispondere alla FOCR briciole che non bastavano nemmeno per pagare i trasporti dei GREST estivi!

Oltre alla già citata educativa territoriale, che manterrà un’azione specifica sulla strada, individuando proprio quei luoghi border line, è in corso di perfezionamento un protocollo di lavoro, che vede una collaborazione tra: Servizio Politiche Giovanili, Polizia Municipale e Affari Sociali. In tal modo quella che è sempre stata una prassi informale tra uffici diventerà un vero e proprio protocollo di lavoro formalizzato. Segnalo che una sinergia così forte a livello politico tra i tre Assessorati in ambito giovanile non si era mai realizzata.

Alcuni dati in riferimento al carattere sperimentale attribuito alle progettualità sopra citate:

NORMATIVE
• legge 328/00 e alla legge regionale n. 3/08 che propongono un nuovo ruolo del terzo settore nella “programmazione, progettazione e realizzazione della rete delle unità di offerta sociali e socio-sanitarie”.
• Il Documento Programmatico Politiche giovanili – DGR 5323/2007 che individua i filoni di intervento prioritari:
o sviluppo di opportunità di transizione alla vita adulta, attraverso le tappe della formazione, dell’ingresso nel mercato del lavoro e nell’acquisizione della prima casa;
o partecipazione attiva dei giovani e lo sviluppo di occasioni dove possano apprendere e affinare capacità che rafforzano le competenze alla vita;
o sviluppo di occasioni che consentano di trasformare lo spazio ludico-ricreativo e di evasione anche in tempo utile attraverso l’aumento di competenze e l’educazione a stili di vita sani.
• L’Accordo di programma Quadro in materia di Politiche Giovanili “Nuova Generazione di idee” ha la finalità di sviluppare, in una dimensione di sussidiarietà, azioni innovative per la valorizzazione, la promozione sociale e il supporto alla transizione alla vita adulta dei giovani, attraverso la messa in rete delle iniziative più meritevoli sviluppate nei territori, il rafforzamento della cooperazione territoriale (reti) , la sperimentazione di azioni innovative con la partecipazione dei giovani stessi e l’attivazione di partenariati con un coinvolgimento finanziario e operativo dei soggetti partecipanti.
• Il DPEFR 2010 (DGR 8/9717 del 20 agosto 2009) che individua come priorità lo sviluppo di sperimentazioni territoriali e progetti integrati per il miglioramento della qualità della vita dei giovani;
• la DGR n° VIII/0101158 del 16 settembre 2009 “Determinazioni in merito alle azioni di prevenzione delle diverse forme di dipendenza nella popolazione generale”.

ATTI

• Riunione Commissione consiliare attinente le Politiche Educative, Giovanili e le attività sportive in data 21 maggio 2010: l’assessore illustra le linee guida delle Politiche Giovanili con un’ipotesi di lavoro 2010/2011 basata su una maggiore differenziazione dell’offerta dei servizi ed un maggior raccordo pubblico-privato con un’estrema attenzione al principio di libertà di scelta delle famiglie.

• Seduta di Giunta comunale del 10 giugno 2010: orientamento di massima favorevole circa Comunicazione in ordine alla nuova proposta di lavoro per le attività socio-educative del Servizio Politiche Giovanili. (alla comunicazione si allegava anche il progetto per la cui realizzazione si prevedevano modalità estremamente diversificate: creazione di bandi a sostegno delle progettualità dei giovani o per i giovani, convenzioni con soggetti del terzo settore, accreditamento di soggetti del terzo settore, protocolli con la Federazione Oratori, partenariato con soggetti del terzo settore. Inoltre la Giunta – in tale seduta - esprimeva l’orientamento a prorogare il rapporto con la Soc. Coop. Soc. IRIDE per la gestione del Servizio Educativo di Strada. sino al 30 settembre 2010.)

• Incontro tra Assessore e Dirigente e Soc. Coop. Soc. IRIDE il 21 giugno 2010 per la definizione degli accordi e delle modalità di gestione delle attività del SET per il periodo oggetto di proroga (1° luglio – 30 settembre 2010)

• Riunione Commissione Consiliare attinente le Politiche Educative, Giovanili e le attività sportive in data 9 luglio 2010: l’assessore comunica la proroga sino al 30 settembre 2010 e quindi l’attivazione di un nuovo modello di lavoro a partire del 1° ottobre con la messa in atto di un accreditamento riguardante il doposcuola, l’istituzione di un tavolo di lavoro con il terzo settore, un tavolo con la Federazione Oratori, un tavolo per il progetto di prevenzione INDOOR. Per il quartiere Cambonino sarà attivato un doposcuola per i bambini delle scuole primarie e per i pre-adolescenti e sarà garantita l’Educativa di Strada. Per la prima volta i soggetti del territorio stanno elaborando un’offerta condivisa. Per quanto attiene il Cuscinetto, gli spazi dell’ex CAG verranno resi disponibili alle associazioni giovanili o ad associazioni che realizzano attività per i giovani

• Riunione Commissione consiliare attinente le Politiche Educative, Giovanili e le attività sportive in data 3 settembre 2010: aggiornamento Politiche Giovanili: l’Assessore provvede ad informare la commissione sui diversi filoni di attività: Centri Estivi, prevenzione, doposcuola, nuova convenzione con la F.O.Cr., Educativa Territoriale, Servizio Civile, ecc.

• Seduta di Giunta comunale del 22 settembre 2010: orientamento di massima favorevole circa comunicazione in ordine al nuovo modello di lavoro per le attività socio-educative del Servizio Politiche Giovanili: Centro di Aggregazione Giovanile ed Educativa Territoriale (si è portato all’attenzione della Giunta Comunale il nuovo modello di sviluppo per quanto attiene il Centro di Aggregazione Giovanile e l’Educativa di Strada in considerazione del fatto che è intendimento di questa non attivare più una procedura meramente comparativa (gara / appalto concorso) per la realizzazione dei servizi in argomento bensì sperimentare un possibile “accordo di collaborazione” con i soggetti del terzo settore del territorio sempre più in un’ottica di valorizzazione del privato sociale e quindi di sussidiarietà, già attivato, nel corso dell’estate, attraverso l’esperienza dei centri estivi. Si segnala che il confronto con il terzo settore ha coinvolto, incontri documentati, sia Confcooperative sia Lega delle Cooperative, ossia le associazioni di categoria, pienamente rappresentative delle realtà territoriali, che hanno poi allargato il confronto al terzo settore. Si segnala che Lega delle Cooperativa ha delegato Confcooperative a gestire il percorso di confronto con l’Amministrazione Comunale.

• Incontro in data 5 ottobre 2010 tra Comune di Cremona e i quattro soggetti del privato sociale, emersi dal confronto, per la messa a fuoco del progetto che gli stessi stanno predisponendo.

• Incontro in data 6 ottobre 2010 tra Comune di Cremona e i quattro soggetti del privato sociale per la messa a fuoco del nuovo modello di “doposcuola”.

• Riunione Commissione consiliare attinente le Politiche Educative, Giovanili e le attività sportive in data 7 ottobre 2010: l’assessore comunica che nell’ambito del nuovo modello di lavoro verranno attivati i bandi per progetti innovativi da realizzarsi a cura dei giovani; ricorda inoltre la positività del progetto di prevenzione per il quale si è avuto un importante riconoscimento da parte dell’ASL della Provincia di Cremona. Illustra il nuovo servizio di doposcuola e la sperimentazione di un progetto elaborato dal terzo settore per la gestione delle attività al quartiere Zaist sino al 30 giugno 2011. E’ presente all’incontro anche il dr. Tolomini, direttore di ConfCooperative che sottolinea la positività della sperimentazione.

• Riunione Commissione consiliare attinente le Politiche Educative, Giovanili e le attività sportive in data 18 ottobre 2010: l’assessore informa la commissione che nella serata del 19 ottobre 2010, presso l’oratorio del Cambonino, si sarebbe svolto un incontro pubblico con la cittadinanza per illustrare, tra l’altro, le nuove progettualità relative alle Politiche Giovanili.

• Seduta di Giunta Comunale del 27 ottobre 2010: orientamento di massima favorevole circa comunicazione in ordine alla proposta progettuale pervenuta dal privato sociale per la realizzazione di attività socio-educative.


• Deliberazione di Giunta comunale del 10 novembre 2010: “Atto di indirizzo circa il nuovo modello di doposcuola” – spesa complessiva prevista per il periodo fine 2010 – 31 dicembre 2011 90.000,00 Euro, suddivisa in 1.000,00 Euro per il 2010 e 89.000,00 Euro per il 2011.

• Deliberazione di Giunta comunale del 18 novembre 2010: “Approvazione del progetto Giovani @ Cremona presentato da Altana Società Cooperativa Sociale, Iride Società Cooperativa Sociale, L’Umana Avventura Società Cooperativa Sociale e Nazareth Società Cooperativa Sociale per la realizzazione di attività socio-educative nel periodo fine 2010 – 30 giugno 2011.” – spesa complessiva prevista per il periodo di riferimento 107.120,00 Euro così suddivisi: 55.120,00 Euro per il Centro Giovani e 52.000,00 Euro per l’Educativa Territoriale.

• Determinazione dirigenziale n. 1934 di Registro del 24 novembre 2010: “Approvazione della spesa per la realizzazione di "doposcuola" gestiti dalle realtà del privato sociale.”

• In data 22 novembre 2010 si è trasmessa ad Altana Società Cooperativa Sociale, Iride Società Cooperativa Sociale, L’Umana Avventura Società Cooperativa Sociale e Nazareth Società Cooperativa Sociale la bozza dell’accordo di collaborazione per l’attuazione del progetto speimentale Giovani @ Cremona, per la necessaria visione ed eventuale accettazione, al fine di dare avvio all’istruttoria della pratica amministrativa (determinaizone dirigenziale).

Seduta di Giunta Comunale del 24 novembre 2010: orientamento di massima favorevole circa Comunicazione in ordine alla promozione del bando “Thinktown” per l’assegnazione di contributi a gruppi ed associazioni giovanili per la realizzazione di progetti innovativi. (la spesa complessiva prevista è pari a 25.797,00 Euro di cui 25.000,00 Euro per i bandi e 797,00 Euro per strumenti di comunicazione e trova copertura sul finanziamento dell’ex legge 285). E’ prevista una biennalità, quindi due tranche dei bandi. Carattere sperimentale: questo anno scolastico, partendo già a gennaio con la predisposizione delle procedure per costruire una nuova gara di durata perlomeno biennale.
Struttura di coordinamento e conduzione prevista:
• Tavoli gestionali nei quali le componenti tecnico/amministrative dell’ente si integrano con quelle delle cooperative per definire i percorsi operativi maggiormente adeguati, mettendo così a fuoco un luogo di conduzione dei servizi, progetti ed interventi. Si strutturerà così un sistema di coordinamento individuando uno staff di operatori del comunali, che incontreranno settimanalmente/ciclicamente i referenti delle cooperative, con i quali si elaboreranno report mensili contenenti dati numerici e qualitativi del lavoro svolto;
• Tavoli tematici e/o territoriali spazi di condivisione con tutti gli attori pubblici e privati dei territori/città interessati dai progetti dell’Amministrazione;
• Tavoli strategici un ambito nel quale le componenti politiche dell’istituzione operano con i rappresentanti del terzo settore per definire gli indirizzi e gli obiettivi di una programmazione ed una pianificazione territoriale, in relazione alla rilevazione e lettura dei bisogni giovanili.
Inoltre le cooperative saranno tenute a:
• condividere strumenti di lavoro comuni nel rapporto con il Settore Affari Sociali e mantenere con i suoi operatori un raccordo costante;
• costruire uno strumento di rilevazione mensile delle presenze;
• costruire uno strumento di valutazione del gradimento del servizio (customer) che verrà somministrato alle famiglie degli utenti del Centro Giovani;
• elaborare un report trimestrale con i dati raccolti che restituiscano un’illustrazione dei contesti territoriali interessati dal progetto;
• partecipare ai tavoli di lavoro di progettazione in modo attivo e propositivo;
• garantire un’offerta efficiente e qualificata di servizi il più possibile articolata e aderente ai bisogni del territorio;
• garantire servizi aperti a tutti i giovani cittadini in modo che possano accedere liberamente;
• garantire per l’Educativa di strada: mappatura, accompagnamento alle risorse del territorio, promozione della partecipazione giovanile;
• garantire per il Centro Giovani la realizzazione di un presidio territoriale, di un’animazione del territorio, di un sostegno scolastico rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di 1° grado e di uno spazio aggregativo che preveda anche un luogo di autonomia per i giovani.
Il consigliere Alessandro Corradi ha ringraziato per la completezza delle informazioni avute.
Mozione presentata in data 21 ottobre 2010 dai consiglieri comunali del gruppo consiliare Partito Democratico Daniele Bonali e Maura Ruggeri in ordine alla gestione del futuro Museo del Violino.
Premesso che: esattamente un anno fa, appena partito il progetto del Museo del Violino, una mozione da noi presentata veniva respinta dalla maggioranza. In essa si chiedeva di costituire un comitato scientifico, di definire gli aspetti finanziarti, di esplicitare un giusto piano strategico nell'ambito del progetto "Cremona città della musica” e di tenere in considerazione il mondo della Iiuteria e dell'università. Oggi, a un anno di distanza, il primo punto (il comitato scientifico) è stato realizzato; quanto al resto, il nulla. Con queste premesse, alcuni problemi, non di poco conto, non sono stati né discussi né affrontati per acquisire indirizzi dal Consiglio comunale; soprattutto quello concernente la delicata questione finanziaria. La motivazione principale della bocciatura della mozione era stata quella che i tempi non erano maturi per formulare un preciso piano di oculata gestione e, soprattutto, un piano di investimenti per fare del Museo del Violino, la vera e grande opportunità per Cremona; evitando il sicuro fallimento nel caso in cui non vengano apportate le risorse finanziarie ed amministrative necessarie. Quindi ci chiediamo, e chiediamo a questa amministrazione, se un anno dopo i tempi siano finalmente maturati. Per questo, tutto ciò premesso il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta a definire con certezza, e senza ulteriore ed imbarazzanti indugi, un corretto e completo assetto riguardo la gestione economico finanziaria del futuro Museo del Violino; a reperire, da fonte pubblica e/o privata le necessarie risorse per promuovere il museo e la sua attività, in modo che possa diventare, non un mero e costoso luogo di conservazione, ma un vero volano di sviluppo per la città; a esplicitare qual è il piano, o il progetto, di gestione (personale amministrazione, attività ordinarie e straordinarie) che il Comune ha già sicuramente organizzato; nella speranza che le future amministrazioni non siano oberate da una spesa organizzativa e di manutenzione troppo onerosa.

Dopo un’ampia illustrazione della mozione da parte del consigliere Daniele Bonali, si è aperto il dibattito che ha visto intervenire i consiglieri Daniele Burgazzi (Partito Democratico), Roberto Borsella (Popolo della Libertà), Maura Ruggeri (Partito Democratico), Angelo Zanibelli (Unione di Centro), ed è stato chiuso dall’intervento del sindaco Oreste Perri: Ribadisco la convinzione che il nuovo Museo costituirà la vera e grande opportunità per Cremona, sia sul piano culturale che su quello turistico. Una risorsa e una opportunità per la città, non un semplice ulteriore contenitore culturale. Da qui l’impegno strategico ed economico, profuso dall’Amministrazione, per recuperare e valorizzare una piazza, un palazzo storico abbandonato a sé stesso da decenni, il rilancio di un comparto urbanistico della città che andrà a impreziosire il centro storico con la presenza di un museo del violino che Cremona non ha mai avuto, adatto anche per altre iniziative (auditorium). In questa ottica è quotidiano e costante l’impegno mio personale e dell’amministrazione a seguire i lavori in corso a Palazzo dell’Arte, attraverso incontri con il comitato scientifico, che ha sede presso il nostro Comune, la Fondazione Arvedi Buschini, istituzioni varie, nonché attraverso sopralluoghi e incontri con i liutai. Il dibattito, in sede di comitato scientifico, sta per concludersi con opzioni e decisioni altamente qualificanti la struttura del Museo che si va delineando in una veste altamente innovativa. Non ricorro dunque ad imbarazzanti indugi, ma sarei poco corretto se oggi venissi qui con delle certezze per quanto riguarda la gestione economico finanziaria del futuro Museo. Posso assicurare che sono in corso incontri a diversi livelli, finalizzati a definire un progetto gestionale complessivo che concerne innanzitutto la natura giuridica e amministrativa dell’istituzione che dovrà gestire il Palazzo; l’ipotesi delle risorse finanziarie necessarie, sia private che pubbliche; l’organizzazione delle funzioni, anche operative e professionali, che troveranno collocazione nelle strutture museali. Ovviamente il processo di definizione di queste, e altre, questioni dovranno trovare un corale apporto di tutte le istituzioni locali, culturali ed economiche, interessate al progetto. In estrema sintesi: i lavori per il recupero di Palazzo dell’Arte e la creazione del Museo del Violino sono iniziati nel mese di febbraio del corrente anno e termineranno nel corso del 2011. Si prevede l’inaugurazione del Museo e dell’auditorium nella primavera del 2012. Nel frattempo, in un giorno compreso tra il 19 e il 22 dicembre prossimo (da definire), verranno aperte le porte del futuro Museo per tutti i cremonesi, e non, che vorranno rendersi conto dei lavori in corso, dalle 10 alle 13. Per l’occasione, dalle 11,30 alle 12,30, un quartetto intratterrà i visitatori eseguendo brani musicali. Aggiungo infine che il figlio dell’architetto Cocchia, progettista del grande edificio di piazza Marconi, verrà a vedere le opere che si stanno realizzando. Al termine, dopo le dichiarazioni di voto, la mozione è stata posta in votazione e respinta (a favore si sono espressi 14 esponenti della minoranza, si è astenuto il consigliere Santo Canale, hanno votato contro i 20 consiglieri della maggioranza presenti in aula).
Mozione presentata in data 15 novembre 2010 dal consigliere comunale del gruppo consiliare Popolo della Libertà Carlalberto Ghidotti con cui si impegna la Giunta comunale a sostenere la ricerca di Angelo Faliva.
E' trascorso ormai un anno dal quel tragico 25 Novembre del 2009, quando è scomparso il nostro concittadino Angelo Faliva. Angelo all'epoca della scomparsa aveva 31 anni. Partito il 23 novembre da Miami, al suo quarto incarico come aiuto chef, Angelo Faliva aveva realizzato il suo più grande sogno: cucinare viaggiando. Un diploma di alberghiero e una lunga gavetta alle spalle, prima di approdare a Londra e poi nelle isole Bermuda. Di porto in porto, attraverso incantevoli mete, lo chef cremonese viaggiava verso Las Angeles, a bordo della Coral Princess, una delle più lussuose navi da crociera del mondo. Appena due giorni di navigazione e di lui non si sa più nulla. Dalle 20.15 del 25 novembre scorso, Angelo Faliva è, infatti, inspiegabilmente scomparso. Svanito. Nessuno lo ha più visto, né sentito. Lo cercano ancora l'FBI e la Farnesina. Ad oggi purtroppo le indagini non sono ancora riuscite a fare luce sulla vicenda, che rimane densa di interrogativi irrisolti. Verificato che neppure la tenacia dei famigliari è riuscita ad ottenere risposte soddisfacenti per arrivare alla verità il Consiglio Comunale di Cremona impegna la Giunta a farsi promotore nei confronti del Ministro degli Esteri Franco Frattini e della Farnesina: affinché la scomparsa di Angelo Faliva non venga dimenticata; che lo Stato Italiano manifesti la propria vicinanza alla famiglia e la mantenga costantemente informata sullo svolgimento delle indagini sulla sparizione del caro Angelo. Infine, con questo atto il Consiglio Comunale esprime alla Famiglia la vicinanza e la solidarietà personale di ogni consigliere.

Dopo che la mozione è stata illustrata dal consigliere Carlalberto Ghidotti, sono intervenuti i consiglieri Roberto Gandolfi (Lega Nord), Santo Canale (Cremona nel Cuore) e Maura Ruggeri (Partito Democratico), ha preso la parola il sindaco Oreste Perri: la mozione presentata da consigliere Ghidotti mi offre l’opportunità per rendere testimonianza dell’impegno profuso dal Comune - per quanto di propria competenza istituzionale - e personalmente dal sottoscritto in alcune circostanze, intorno alla vicenda toccata al nostro concittadino Angelo Faliva scomparso esattamente un anno fa in circostanze misteriose sulle quali non è ancora stata fatta luce, circostanze sintetizzate dal consigliere Ghiotti in premesse della sua mozione. Innanzitutto mi stringo attorno alla famiglia alla quale mi legano, tra l’altro, sentimenti di amicizia e di affetto. Ho ricevuto più volte la sorella e i famigliari di Angelo, anche solo per far sentire loro vicina la voce dell’istituzione; ho promosso incontri, qui in Comune, la scorsa estate con rappresentanti del Governo e alcune personalità politiche di passaggio in città per sensibilizzarli sulla vicenda e sollecitare gli interventi del caso (mi riferisco al ministro Ronchi, all’on.Corsaro); l’amministrazione comunale ha inoltre appoggiato una iniziativa della famiglia volta a raccogliere fondi necessari per le attività di ricerca. La vicinanza alla famiglia c’è stata, c’è, e non verranno trascurate altre iniziative che si rendessero necessarie per far luce sulla vicenda ed arrivare alla verità. Le indagini della magistratura, ma non solo, sono ancora in corso e desidero assicurare che la presenza dell’amministrazione comunale non verrà mai meno. Al termine la mozione è stata posta in votazione ed approvata all’unanimità.
Modifica del regolamento comunale sul procedimento amministrativo.
La legge 18 giugno 2009 n. 69 ha apportato rilevanti modifiche alla legge 7 agosto 1990 n. 241 in particolare il combinato disposto dell’art. 2 e dell’art. 29 comma 2 bis e 2 quater, della legge 241/90 e dell’art. 54, comma 1, lettera c, del D.Lgs. n. 82/2005 impone agli Enti Locali di individuare i procedimenti amministrativi di loro competenza, indicando per ciascuno il termine e pertanto la durata massima che comunque non può essere superiore a quello previsto dalla legge (90 giorni o in casi eccezionali 180 giorni). La portata precettiva dei suddetti articoli è rafforzata dal fatto che in caso di assenza di disciplina in ordine alla durata massima dei procedimenti si applica il termine residuale di trenta giorni. Termine oltremodo penalizzante soprattutto se si considerano gli effetti della disciplina contenuta nell’art. 2 bis della legge 241/90, così come introdotto dall’art. 7, comma 1, lettera c, della legge 69/2009. Contestualmente all’introduzione delle modifiche predette si è ritenuto di rivisitare l’intero testo regolamentare anche per adeguare i richiami normativi alle leggi nel frattempo intervenute.

Il Consiglio Comunale, con voto unanime, ha così approvato le seguenti modifiche del regolamento comunale sul procedimento amministrativo.
a) Integrazione del comma 1 dell’art. 3:
“Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilità dei tempi sotto il profilo dell’organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento, siano indispensabili termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti, il termine massimo di conclusione degli stessi è individuato in 180 giorni. Le tipologie di procedimenti riferite alle unità organizzative responsabili del Comune e i relativi termini di conclusione sono riportati nell’elenco allegato “A” al presente regolamento. Il termine di conclusione deve considerarsi quale termine massimo, comprendente anche le fasi intermedie, interne all’Ente, necessarie al completamento dell’istruttoria”;
b) sostituzione del comma 2 dell’art. 3 con quanto segue:
“I termini dei procedimenti possono essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a 30 giorni, per l’acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso del Comune o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Per ogni aspetto riferito all’acquisizione di pareri e valutazioni tecniche di altri organi di altre pubbliche amministrazioni o Enti, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 16 e 17 della legge n. 241/1990.”;
c) abrogazione dei commi 3 e 4 dell’art. 3;
d) al comma 2 dell’art. 19 modifica del termine di 90 (novanta) con 20 (venti);
e) sostituzione del comma 4 dell’art. 19 con il seguente:
“Nel caso in cui l’organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, i termini di cui al comma 2 possono essere interrotti per una sola volta e il parere deve essere reso definitivamente entro quindici giorni dalla ricezione degli elementi istruttori da parte delle amministrazioni interessate.”;
f) abrogazione del comma 5 dell’art. 19;
g) abrogazione del comma 7 dell’art. 21;
h) modifica del comma 1 dell’art. 28 con il seguente:
“Si dà atto che nell’allegato A al presente regolamento sono individuati analiticamente tutti i procedimenti amministrativi di competenza delle varie unità organizzative responsabili del Comune. Eventuali integrazioni o modifiche al predetto allegato potranno essere apportate con successivi atti della Giunta Comunale su proposta dei responsabili di settore.”;
i) abrogazione del comma 2 dell’art. 28.
Conferma, relativamente alle richieste di accesso agli atti il termine di evasione delle stesse pari a 30 giorni così come previsto dall’art. 22 della Legge 7 agosto 1990 n° 241.

Modifica dei criteri per l’erogazione di buoni libro alle famiglie di alunni e studenti iscritti alle scuole secondarie di primo grado e al biennio (primo e secondo anno) delle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie.
L’Amministrazione comunale intende estendere l’intervento alle tre classi delle scuole secondarie di primo e al primo biennio delle scuole secondarie di secondo grado delle scuole statali e paritarie provvedendo all’erogazione di una somma per favorire l’acquisto dei libri di testo. Si rende pertanto opportuno procedere alla modifica dei criteri necessari per definire annualmente l’importo dell’intervento economico e i limiti di reddito per l’accesso, nonché alcuni elementi fondamentali di partecipazione.

Il Consiglio comunale, con voto unanime, ha approvato la modifica dei criteri per l’erogazione di buoni libro per alunni e studenti delle scuole secondarie di primo grado e del biennio (primo e secondo anno) delle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie per l’acquisto dei libri di testo (si veda allegato).

Spetta infine alla Giunta comunale definire ogni anno l’importo del contributo da erogare e i diversi limiti di reddito ISEE per l’accesso, secondo le casistiche contemplate dai criteri.

Assestamento generale del Bilancio di Previsione 2010. Conseguenti modifiche della Relazione Previsionale e Programmatica e del Bilancio Pluriennale 2010/2012.
In base all’andamento delle entrate ed alle necessità derivanti dalla gestione, si rende necessario provvedere alle modifiche degli stanziamenti per conseguire il perseguimento degli obiettivi di gestione. Il Consiglio comunale, con il voto contrario degli otto esponenti della minoranza presenti in aula, ha approvato le variazioni al Bilancio di Previsione 2010 per complessivi € 393.200,00, ha dato atto del controllo degli equilibri del Bilancio di Previsione 2010 e, infine, ha dato atto che il Bilancio di Previsione 2010 presenta i seguenti nuovi totali generali:
ENTRATA 128.072.400,00
USCITA 128.072.400,00
e che si intendono corrispondentemente variati la Relazione Previsionale e Programmatica ed il Bilancio Pluriennale 2010/2012. Il Consiglio ha quindi dato atto che le variazioni di bilancio rispettano l’obiettivo del patto di stabilità ed ha approvato la relazione sul perseguimento dell’obiettivo del patto di stabilità interno.
Sono attuati le modalità per il rispetto del pareggio finanziario e degli equilibri stabiliti per la copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti, nonché l’adeguamento degli stanziamenti dei servizi per conto di terzi, nel rispetto del mantenimento della veridicità ed attendibilità del sistema di bilancio.
Atto di indirizzo in ordine al rispetto degli obiettivi programmatici fissati dal Patto di stabilità interno per il Comune di Cremona negli anni 2010 - 2011 - 2012.
Anche per l'anno 2009 i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti hanno dovuto sottostare alle rigide regole del Patto di stabilità interno contenute negli art. 77, 77bis e 77ter del D.L. 112/2008, convertito con legge 133 del 6 agosto 2008, e successivi modificazioni. Il Comune di Cremona, che ha sempre rispettato il Patto di stabilità sino a tutto il 2008, non è riuscito invece per il 2009 a rispettarlo poiché la modalità di costruzione dell’obiettivo (criterio della competenza mista) non teneva in alcun conto la circostanza che i pagamenti dei Comuni in conto capitale, ovvero per spese di investimento (principalmente opere pubbliche), sono conseguenza necessaria degli impegni assunti per obbligazioni legittimamente perfezionate già negli esercizi precedenti mentre il ritardato pagamento di quanto pattuito espone il Comune al rischio di interessi legali, di mora e relative sanzioni. Anche per tali ragioni con l’ordinanza n. 125/2009 la Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, rimetteva alla Corte Costituzionale il giudizio di legittimità costituzionale in relazione all’articolo 1, commi 681 e 683 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 per rimodulare la disciplina del patto di stabilità al fine di rendere più flessibile l’utilizzo delle risorse proprie da parte degli enti interessati. Sulla base delle risultanze contabili e delle regole previste dalle disposizioni normative vigenti circa i 


       



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