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 Storia Cremonese

07 Novembre, 2009
La leggenda di Zanen de la Bala, eroe cremonese
In epoca medievale, Cremona era sottoposta al dominio del Sacro Romano Impero e pagava ogni anno all’imperatore una tassa consistente in una palla d’oro di cinque chili.

La leggenda di Zanen de la Bala, eroe cremonese
In epoca medievale, Cremona era sottoposta al dominio del Sacro Romano Impero e pagava ogni anno all’imperatore una tassa consistente in una palla d’oro di cinque chili.
Per liberare la città da questo tributo, i cremonesi delegarono come loro rappresentante un giovane gonfaloniere maggiore della città di nome Giovanni Baldesio, a combattere contro il figlio dell’imperatore Enrico IV per emancipare la città.. In caso di vittoria del giovane cremonese, la città sarebbe stata liberata dall’onere. Così avvenne e l’imperatore lasciò libera Cremona che, nel giro di qualche anno, divenne libero comune. I cremonesi, come riconoscimento, diedere in sposa a Giovanni la bella e giovane Berta de Zoli che gli portò in dote ricche proprietà terriere. La storia di Giovanni Baldesio detto popolarmente Zanen de la bala, è ancor oggi ricordata dall'emblema di Cremona conservato sotto il portico della Loggia dei Militi e dal simbolo che compare nello stemma comunale: un braccio con la palla e la scritta “fortitudo mea in brachio”.

L'emblema di Cremona conservato sotto la Loggia dei Militi dà l'occasione per riportare due leggende legate alle origini della città:
una più antica che ritiene Ercole il mitico fondatore di Cremona (ai lati dell'emblema si osservano infatti due statue del mitico eroe), l'altra legata a Giovanni Baldesio, eroe cremonese dell'undicesimo secolo. Si narra infatti che in quel periodo Cremona dovessa pagare ogni anno all'imperatore del Sacro Romano Impero, del cui dominio faceva parte, una tassa consistente in una palla d'oro di cinque chili. Per liberare la città da questo tributo, i cremonesi delegarono come loro rappresentante un giovane gonfaloniere della città, di nome Giovanni Baldesio, a combattere contro il figlio dell'imperatore Enrico IV. In caso di vittoria del giovane cremonese la città sarebbe stata libera dall'onere. Così avvenne e l'imperatore lasciò libera Cremona che, nel giro di qualche anno, divenne libero comune.
I Cremonesi, come riconoscimento, diedero in sposa a Giovanni la bella e giovane Berta de Zoli che gli portò in dote ricche proprietà terriere. La storia di Giovanni Baldesio, detto popolarmente Zanen de la bala, è ancor oggi ricordata dal simbolo che compare nell'emblema dello stemma comunale: un braccio con la palla e la scritta "Fortitudo mea in brachio".

LA BALLATA DI ZANEEN DE LA BALA

Era Giovanni un giovane forte, gagliardo, il bell'uomo che piace a ogni donna,
alle sposine col marito stanco: insomma un fusto che faceva effetto
Illililà, illililè Giovanni Baldesio cantiamo perchè
Illililè, illililà Cremona il suo nome mai scorderà!

Questo ragazzo aveva tutto, combinazione anche una zia badessa
che al fine di togliergli la tentazione lo mise ben presto in convento coi frati
Illililà, illililè non potete rinchiudere uno come me
Illililè, illililà Giovanni tra poco di qui fuggirà!

Una sera d'accordo coi suoi amici che con un cavallo bardato da fiera
passano sotto al nostro convento, un fischio e Giovanni capisce il momento
e con un balzo salta di sotto la dove c'era appostato il cavallo
svelto in groppa e vi saluto, via dal convento, via come il vento
Illililà, illililè la tua città ha bisogno di te
Illililè, illililà presto un campione diventerà!

Svelto di mano, intelligente, assai coraggioso e buono di cuore
questo ragazzo stampo di Cremona, il principe Enrico si appresta a sfidare
armati di lancia, di mazza e di spada i due campioni a porta Mosa
e fuori dalle mura con trepidazione urlando guardavan tutti i cremonesi
Illililà, illililè fagl vedere contiam su di te
Illililè, illililà non pagheremo più tasse al suo papà!

Un gran pasticcio, una gran confusione, un rumore da matti che fa impressione
con una rosa sulla corazza, era un regalo della sua Berta
Zanéen guardava il nemico imponente vestito di ferro tedesco lucente
dipinta di fresco una bella armatura, dentro comincia a sentir la paura
Illililà, illililè giù da cavallo il figlio del re
Illililè, illililà nelle mani hai destino della tua città!

Eccolo il suono inizia il duello, Zanéen si volta ma è chiuso il cancello
"Aiuto signore sono disperato perdonami il male compiuto in passato!"
poi d'improvviso un coro si sente: "Forza Cremona!" grida tutta la gente
sente nel corpo una nuova forza è ora di dare alla storia una svolta
Illililà, illililè inizia ad attaccare l'erede del re
Illililè, illililà sai che la forza non ti mancherà!

Una speronata, un gran polverone e poi di una botta si distingue il rumore
il sole brucia sul grande silenzio, cent'anni che scorrono in un solo momento
tace la gente, poi…l'entusiasmo, il principe giace immobile a terra
e sul suo petto il piede di Zanéen e la vittoria tanto sospirata
Illililà, illililè la vittoria del popolo cremonese
Illililè, illililà ora il nemico si ritirerà!

In piazza del duomo festa per un mese, fa caldo e il vino cola dalle botti
tanto che ormai sono tutti ubriachi festeggiando l'eroe che li ha liberati
Illililà, illililè Zanéen de la Bala cantiamo perchè
Illililè, illililà Cremona il suo nome mai scorderà!


red/gcst
cr 7 novembre 2009

 


       



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